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In cella

Paolini si difende: "Non è pedofilia, io e il mio ragazzo ci amiamo"

Tra poche ore l'interrogatorio del disturbatore del gip. Pronto il ricorso degli avvocati: "E' stato frainteso"

Paolini si difende: "Non è pedofilia, io e il mio ragazzo ci amiamo"

Continua la vicenda di Gabriele Paolini, il disturbatore tv per eccellenza arrestato lo scorso 10 novembre con le accuse di induzione alla prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Il "re del condom" professa la sua innocenza dal carcere di Regina Coeli, dove è rinchiuso da domenica sera, dopo che i carabinieri lo hanno fermato nel centro di Roma: non si tratterebbe di induzione di minorenni alla prostituzione, dice, ma di un'autentica storia d'amore. "Quella che avevo e ho tutt'ora con quel ragazzo di 17 anni è una storia d'amore che va avanti da 8 mesi. Ci amiamo. Il nostro è un rapporto alla luce del sole, siamo stati assieme in piscina persino al circolo ufficiali dell'esercito, lui ha conosciuto i miei genitori e io sua madre". Paolini si lamenta poi a viva voce, attraverso gli avvocati Lorenzo Lamarca e Massimiliano Kornmuller, del trattamento mediatico ricevuto, basato su notizie, a suo dire, false. 

Smentite e dubbi - "Il ragazzo con cui sto e faccio sesso, con il suo consenso, mi è stato presentato tempo fa dall'altro studente di 17 anni che, incontrandomi per strada, mi ha chiesto un autografo e poi mi ha fatto conoscere pure il giovane romeno - continua a raccontare Paolini -.  Non è vero, dunque, che questi minori li ho conosciuto tramite chat così come è falso che si sia fatto uso di droga, come ha scritto qualcuno. E' vero che ho fatto delle riprese video con il mio fidanzato ma si trattava di filmati per uso personale, non certo da destinare alla divulgazione". I difensori di Paolini sono pronti a fare ricorso davanti al tribunale del riesame per far revocare l'ordinanza di custodia cautelare. "Quello del gip - sostengono - è un errore di interpretazione. Paolini usava quella cantina, che era nella disponibilità di una sua zia, per avere un po' di privacy con il suo fidanzato. In un filmato che presto sarà consegnato agli inquirenti entrambi si dichiarano reciproco amore. Con gli altri due minori non c'è stato proprio nulla". Tuttavia i filmati mostrano un aspetto che smentisce le parole di Paolini. Il disturbatore pagava infatti i ragazzini, con offerte che andavano dai 15 euro in su. Perché offrire soldi a una persona con cui si ha una storia d'amore? 

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