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Giustizia, i processi lenti saranno responsabilità dei magistrati

I procedimenti lenti saranno responsabilità dei magistrati: la nuova norma

Giustizia, i processi lenti saranno responsabilità dei magistrati

La lentezza della Giustizia italiana è proverbiale, tanto da essere diventata un termine di paragone per gli altri stati dell'Ue, e tanto da far piovere ogni anno condanne dalla Corte di Strasburgo sull'eccessiva lentezza dei processi. Come riporta il Fatto Quotidiano, solo l'anno scorso sono stati 1280mila i procedimenti caduti in prescrizione. Eppure l'articolo 111 della Costituzione dovrebbe garantire la "ragionevole durata dei processi".

Responsabilità dei tribunali - Così il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di introdurre una nuova norma, che entrerà in vigore mercoledì 13 novembre e che avrà lo scopo di limitare lo spreco di tempo e spazio che ogni attività giudiziaria porta con sé. I presidenti dei tribunali e le corti d'appello saranno mobilitati e responsabilizzati. Per loro diventerà un obbligo prevenire e porre rimedio ai ritardi nel deposito dei provvedimenti da parte dei magistrati addetti ai loro uffici. Tanto che una mancata osservanza dell'ordine provocherà effetti negativi sulla loro carriera. Le nuove regole si applicheranno anche alla Corte di Cassazione: ogni sei mesi i dirigenti dovranno presentare un esposto sul rispetto dei termini di deposito dei provvedimenti  da parte dei magistrati dell’ufficio; e in presenza di situazioni di criticità dovute a carenze organizzative, il dovere di adottare “sollecitamente” i provvedimenti necessari per rimediare: dal riequilibrio nella distribuzione dei fascicoli, al potenziamento di alcuni settori o sezioni. 

Il singolo magistrato - Se la lentezza non dovesse essere legata a un problema di organizzazione, ma un singolo magistrato, il capo del tribunale è tenuto a intervenire. Non solo segnalando il caso ai titolari dell’azione disciplinare e cioè al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della Cassazione, ma anche promuovendo lo smaltimento dei procedimenti "ritardatari" attraverso la programmazione con il giudice interessato di un piano di rientro sostenibile. Se non bastasse, il dirigente dovrà disporre l’esonero del magistrato in questione dall’assegnazione di nuovi processi o da specifiche attività giudiziarie, oppure la redistribuzione dei procedimenti all’interno della sezione.

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Commenti all'articolo

  • arwen

    13 Novembre 2013 - 09:09

    E chi ci crede? Si sa che in Italia fatta la legge trovato l'inganno!

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  • Garrotato

    13 Novembre 2013 - 09:09

    Un provvedimento del CSM? A posto, siamo. Con questo provvedimento il CSM non interverrà mai, perchè ci sarà sempre la scusa degli organici insufficienti. Questa è una norma destinata a sopire un po' l'insofferenza e la rabbia dei cittadini verso i magistrati, senza alcun effetto pratico. Questa magistratura va azzerata in toto, ridisegnando retribuzioni, carriere, organigrammi e soprattutto eliminando la perdurante autoreferenzialità che è un elemento di intollerabile arbitrio in uno stato di diritto. I signori magistrati dovrebbero smetterla di prendere in giro la gente.

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  • enio rossi

    13 Novembre 2013 - 09:09

    A volte i magistrati sono molto celeri con riunioni durante le ferie. Guardare il caso Berlusconi. Io stabilirei che i ritmi che i magistrati devono rispettare sono quelli che hanno rispettato nei processi a Berlusconi. Se lo fanno con lui possono farlo in tutti i casi. Non dice la costituzione (ah,ah, ah...)che siamo tutti uguali davanti alla legge (e quindi anche davanti ai magistrati)? Ed in base a questa considerazione anche l'impegno che hanno messo nel controllare la casa del Berlusca va messo anche negli altri processi (omicidi???). O sbaglio?

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    • graziano.ingrid

      05 Marzo 2015 - 20:08

      Penso che parte della magistratura si ispiri al principio orwelliano che alcuni sono più uguali degli altri! Mia madre fece un esposto alla Procura di Roma nel 2007 e nonostante dalle indagini risultassero la falsificazione della sua firma e la distruzione del cadavere di sua sorella sembra che cadrà tutto in prescrizione. Non fu informata dell'archiviazione come richiesto ed è morta nel 2014.

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  • dplucia

    13 Novembre 2013 - 08:08

    Troppi soldi danno ai magistrati; mettete il premio produzione anche per loro, se non arrivano a fare tot sentenze, viene loro diminuito i loro lauti compensi Per la responsabilità civile e penale per errore si dovrebbe assimilarla alla responsabilità del medico e del Veterinario, che si debbono pagare una non economica assicurazione per la responsabilità civile ed applicare anche ai magistrati la responsabilità penale

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