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Eredità Agnelli, la soap

Margherita contro Gabetti

Eredità Agnelli, la soap
A un soffio dallo scadere dei termini per presentare la terza memoria al Tribunale civile di Torino, quando il giudice deciderà (presumibilmente entro luglio) quali prove e testimoni ammettere o respingere nella causa dell’eredità dell’Avvocato Agnelli, tornano a darsi battaglia Margherita Agnelli de Pahlen e i professionisti da sempre vicini alla famiglia Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e il commercialista svizzero Siegfried Maron. Nei mesi scorsi sembrava che si potesse trovare un accordo e ricucire gli strappi di questa causa, iniziata nel 2007 dalla figlia dell’avvocato contro la madre e gli amministratori dell’eredità. «La mia unica richiesta, da più di sei anni, — ribadisce Margherita — è ottenere trasparenza e chiarezza sul patrimonio di mio padre e la sua gestione». Secondo la figlia dell’avvocato, infatti, una disponibilità da 1,4 miliardi del padre sarebbe stata tagliata fuori dalla divisione ereditaria. Il manager, dal canto suo invita «la signora de Pahlen»a dire «una volta per tutte quanto ha complessivamente percepito a titolo ereditario, in modo che anche su questo venga fatta chiarezza». La palla passa dunque nel campo di Abbatescianni, avvocato di Margherita, che ricorda quando «i legali di Marella Caracciolo per cercare di spostare la causa in Svizzera produssero una copia della divisione ereditaria del 2004 senza gli allegati con la descrizione dei beni divisi. Ecco, in quelle carte possono essere soddisfatte tutte le curiosità su quanto percepito a titolo ereditario da Margherita Agnelli: basta che i legali del dottor Gabetti si rivolgano ai legali di Marella Caracciolo». La figlia dell'Avvocato non mette in discussione la divisione del 2004 «ma vuole sapere dai tre gestori del patrimonio di Gianni Agnelli — rimarca Abbatescianni — se vi sono altri beni ereditari non ancora divisi. In caso positivo saranno divisi pacificamente tra madre e figlia come nel 2004». Oggi i margini di ricomposizione sembrano quasi nulli. Anzi cominciano a scaldarsi gli animi, proprio in scadenza dei termini per produrre la documentazione giudiziaria. Gabetti ribadisce, attraverso i legali, che la sua vicinanza per anni a Gianni Agnelli «se giustifica la conoscenza di molte cose della famiglia Agnelli, non ha nulla che vedere con un amministratore o gestore di beni personali», incarico «mai ricevuto» e «mai eseguito».

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