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"Con la politica ho chiuso"

Partecipò al requiem di Priebke
Il sindaco resta senza lavoro:
"Fatemi fare qualsiasi cosa"

Dopo aver partecipato al saluto del boia nazista, i consiglieri in blocco si dimisero: lui non fece retromarcia. E oggi non sa più che cosa fare

Il sindaco Loris Mazzorato (Lega)

Il sindaco Loris Mazzorato (Lega)

Una carica agli sgoccioli. Dopo quattro anni e mezzo di mandato, il sindaco di Resana, comune in provincia di Treviso, Loris Mazzorato, si sta godendo gli ultimi giorni da primo cittadino, prima di lasciare il posto al commissario nominato Maria Baso, capo di Gabinetto della prefettura di Treviso. Una capatina nelle scuole, il saluto agli studenti, qualche convegno, e poi, come succede di consueto agli "ex", passerà a una "nuova vita", ma da disoccupato: "Ho 49 anni e cerco lavoro come chiunque altro. Al momento mi va bene qualsiasi cosa, anche lavori manuali: magazziniere, addetto alle pulizie, credo che tutti i lavori abbiano pari dignità".

I retroscena - A qualcuno il nome del primo cittadino suonerà familiare. Loris Mazzorato è infatti lo stesso sindaco che decise di partecipare al requiem per l'ex ufficiale delle Ss, Erich Priebke, celebrato dal sacerdote lefebvriano don Floriano Abrahamowicz. Il primo cittadino leghista aveva giustificato l'operato del boia delle Fosse Ardeatine sostenendo che aveva semplicemente "eseguito ordini superiori". E così, il 31 ottobre scorso, per protesta contro questa sua provocazione, a Resana era andata in scena una vera e propria ribellione: la rinuncia all'incarico di assessori e consiglieri, che aveva sancito la fine anticipata del suo mandato da sindaco. 

I postumi - La scelta del leghista Mazzorato, di partecipare alla cerimonia funebre di Priebke, era stata condannata dalla maggioranza, oltre che dalla minoranza. Ma oggi, a quanto pare, il sindaco non si pente del suo operato: "Se avessi fatto un passo indietro con la mia maggioranza - afferma - quasi certamente avrei avuto ancora il mio lavoro da sindaco fino al prossimo anno e poi probabilmente ancora. Invece non ho messo l'interesse economico davanti ai miei ideali. E sono contento così". Poi, in relazione alla sua vita politica, fa sapere: "Con la politica ho chiuso. Sono già 15 anni che faccio parte di questo mondo e ora è giunto veramente il momento di dire basta. Quello che ho fatto è servito ai cittadini per capire che si può cambiare. Purtroppo uno da solo non può cambiare il mondo, spero che ora siano proprio i cittadini a darsi da fare".

 

 

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    16 Novembre 2013 - 08:08

    mi fa pena questo uomo , in fin dei conti è stato uno dei pochi che di fronte alla morte hanno detto una preghiera per la sua anima . è proprio vero che siamo un popolo qualunque se dopo 70 anni siamo ancora con il cervello lavato dai comunisti . vorrei dire a quegli imbelli se stalin è stato meglio di PRIEBKE ? LO DICANO CHIARAMENTE , e se ritengono se i grandi della loro storia sono stati meglio dello stesso . anche in italia c'è stato un compagno che loro elogiano tanto che ha mandato il figlio in unione sovietica per farlo ammazzare perché invalido . questa è storia , non balle . e smettiamola con queste tiritere avete rotto come ha rotto il cav .

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  • Peo

    15 Novembre 2013 - 18:06

    ...porta sempre con sè un prezzo alto. Quest'uomo - che non conosco - è nei miei pensieri.

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