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I regali di don Salvatore

Aragoste e hotel di lusso: la casta alla corte di Ligresti

Salvatore Ligresti

Salvatore Ligresti

Aragoste, pernottamenti in resort di lusso, vacanze in mare e montagna, per politici e prefetti. Offerti, il più delle volte, in maniera totalmente gratuita. E' il "comitato di accoglienza" che Salvatore Ligresti offriva ai grand commis della casta. Il metodo che l'ingegnere usava per curare le relazioni con prefetture, ministeri e Parlamento. E garantirsi una serie di privilegi. "Coma la sirena blu per girare agilmente nel traffico di Roma e Firenze". A descrivere lo scenario di amicizie influenti di Ligresti è Antonio Cavaletto, uomo di fiducia dell'imprenditore e dal 1978 direttore (oggi in pensione) delle sue strutture alberghiere, dalla Sardegna alla Val d'Aosta. "Prima di Tangentopoli erano molti i politici che frequentavano la famiglia. Nel 1992 siamo rimasti soli - racconta a la Stampa -. Ma poi, poco alla volta, sono tornati". Allora nel network di Ligresti compaiono parlamentari ed ex ministri, come "Ignazio La Russa amico vero, l'unico rimasto anche nei momenti bui"; Bruno Tabacci "che veniva e andava quando voleva (ma non a scrocco, sostiene il democratico ndr)" e Beppe Pisanu. "C'erano cene cui partecipavano trenta politici - racconta Cavaletto -. Alla tenuta della Cesarina, a Roma, troverete da Bertinotti all'estrema destra". Tutti a sbafo? "La stragrande maggioranza pagava il conto - rassicura l'ex direttore - come Gianfranco Fini, un vero signore. Francesco Rutelli e la buonanima di Antonio Manganelli". Non solo politici, però, ma anche uomini di Stato. Tra gli amici di Ligresti compaiono Bruno Ferranti ("per vent'anni al seguito dell'ingegnere"), ex prefetto di Milano, di cui è stato anche candidato sindaco, e per un periodo presidente dell'Ilva. Ma anche Achille Serra ("amico da quando ha indagato sul rapimento della moglie di Salvatore"), in vacanza nelle strutture di proprietà del patron Fonsai "anche quando è entrato in politica ed è diventato senatore Pd". Lo stesso Serra che ha però smesso di frequentare gli alberghi Ligresti quando gli è stato chiesto di cominciare a pagare: "Era uno dei più pesanti", confida Cavaletto.

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Commenti all'articolo

  • Palmiro Fazzari

    17 Novembre 2013 - 09:09

    Semplice , è del PD !

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  • ectosilver

    16 Novembre 2013 - 14:02

    Non mi sorprende che i commensali di Ligresti appartenessero a tutte le aree politiche,istituzionali,imprenditoriali, del resto un vecchio proverbio recita:- O con la Franza , o con la Spagna , l'importante è che se magna.

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  • arwen

    16 Novembre 2013 - 12:12

    Complimenti, avete scoperto l'acqua calda!

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