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La toga anti-Cav

Cassazione, Esposito indagato per l'intervista al "Mattino"

Il Csm ha nicchiato sul trasferimento, ma la Suprema Corte vuole far luce sul caso

Antonio Esposito

Antonio Esposito

E adesso sotto inchiesta è Antonio Esposito, il giudice della Cassazione che lo scorso agosto ha letto il verdetto di condanna per Silvio Berlusconi. La toga partenopea è chiamata a rispondere per l'intervista-scandalo rilasciata al Mattino, cioè la chiacchierata con il giornalista Antonio Manzo nella quale (anche se Esposito ha sempre smentito) anticipava di fatto le motivazioni della sentenza. A far recapitare un "avviso di incolpazione" al giudice partenopeo (che nelle pratiche disciplinari delle toghe equivale all'avviso di garanzia), dopo averne informato il Csm (l'organo di autogoverno dei magistrati, che aveva deciso di non trasferire la toga), è un collega, il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani. I reati disciplinari contestati a Esposito sono due: l'aver reso pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardano "soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti" e per non aver rispettato la disposizione interna alla Cassazione che impone che a tenere i rapporti con la stampa sia un funzionario addetto a questo. Il procedimento disciplinare è nella fase delle indagini, Ciani acquisirà la registrazione di 34 minuti della conversazione tra Esposito e il giornalista e senitrà il giudice napoletano. Se ci dovesse essere richiesta di rinvio a giudizio, sarà il Csm a giudicare. Di certo, alla toga sarà passata la voglia di chiacchierare tanto del suo lavoro. 

Riascolta l'intervista in "vernacolo" in cui il giudice Esposito
anticipa le motivazione della sentenza Mediaset

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Commenti all'articolo

  • honhil

    23 Novembre 2013 - 15:03

    Il Csm fa il Ponzio Pilato di turno e delega ad altri il compito di punire il presidente Esposito. Eppure, ciò non sembra sufficiente, indipendentemente dall’esito di questa tardiva indagine. Poiché, oltre ad avere violato i vari doveri d’ufficio, ha fatto di peggio: si è fatto prendere la mano dai suoi pregiudizi e, con quella mano impropriamente armata, ha stilato la “sua sentenza”. Che, e questo lo vedono anche i ciechi, con i requisiti della terzietà e dell'imparzialità del giudice non hanno niente a che vedere. Pertanto, la pezza che la Magistratura si appresta a mettere su quello strappo regolamentare, andrà a chiudere soltanto il caso disciplinare relativo al giudice Antonio Esposito, ma non la voragine aperta sul “caso Berlusconi”. Restandogli sul groppone una condanna che non meritava. Allora è ad altro che il Csm e la Magistratura, con in testa il Presidente Napolitano, devono pensare, per potere ricucire il sottostante, evidentissimo, strappo di mala giustizia.

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  • giacomolovecch1

    23 Novembre 2013 - 15:03

    subito Presidente della Repubblica! nonché Santo!

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  • andrea.toscano757

    23 Novembre 2013 - 14:02

    Costretti ad inventarsi qualcosa per non sentirsi dire "cane non mangia cane". Un alto magistrato così chiaccherone, arruffone e prevenuto è un pessimo biglietto da visita per tutta la magistratura.

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