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Lo scandalo

Caso Gagliano, Cancellieri: "Giudice e carcere sapevano chi era il detenuto"

Il ministro della Giustizia riferisce alla Camera: "Aperta un'indagine sulle evasioni di Genova e Pescara". I permessi non si toccano: "Garantiscono più sicurezza"

Caso Gagliano, Cancellieri: "Giudice e carcere sapevano chi era il detenuto"

Annamaria Cancellieri

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha disposto un'indagine sui due casi di evasione avvenuti a Genova e Pescara: lo ha riferito lo stesso Guardiasigilli riferendo alla Camera delle vicende del serial killer Bartolomeo Gagliano e del pentito di camorra Pietro Esposito (nel frattempo riacciuffato dalla Polizia a Forlì a casa della sorella) . Sulla fuga di Gagliano durante un permesso premio, in particolare, la Cancellieri ha assicurato che "sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova erano perfettamente a conoscenza dell'intero percorso personale e criminale del detenuto". "Risulta in modo evidente - spiega ancora il ministro - come il giudice abbia avviato una istruttoria chiedendo all'istituto penitenziario e al servizio psichiatrico del carcere tutte le notizie necessarie proprio partendo dalla valutazione dell'ampio curriculum criminale di Gagliano". Smentite dunque le prime dichiarazioni rese dal direttore del carcere di Marassi, che sembrava sostenere che il carcere non aveva avuto conoscenza dell'intera storia del detenuto, autore di 3 omicidi. "Il giudice di sorveglianza - chiarisce la Cancellieri - ha concesso il permesso sulla base di tutti gli elementi di conoscenza che erano necessari al fine di adottare quella delicata decisione, stando alle risultanze sin ad ora acquisite".

"Solo 1% di evasioni in permesso" - Nessun passo indietro, però, sul sistema dei permessi per buona condotta, perché garantiscono "più sicurezza, non meno". Secondo la Cancellieri sono "strumenti necessari e irrinunciabili per il reinserimento dei detenuti in base all'articolo 27 della Costituzione". Le misure alternative al carcere e, in particolare, i permessi premio "servono a far riprendere ai detenuti i contatti con la famiglia e il territorio per evitare che, una volta scontata la pena, riprendano le condotte per cui erano stati condannati". E in ogni caso la percentuale di casi di detenuti che evadono durante un permesso premio "è di molto inferiore all'1%".

Fine della fuga - E' invece finita l'evasione del sicario di camorra. Esposito è stato catturato a Forlì dal personale della squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, nel corso di una operazione congiunta con il personale della questura del posto. Era ospite a casa della sorella. E’ evaso dal carcere di Pescara sabato, dopo aver ottenuto un permesso. Lo attendeva fuori dal carcere la compagna. 

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Commenti all'articolo

  • gisto

    20 Dicembre 2013 - 19:07

    La Cancellieri,un incarico che non conta nulla con questa magistratura.

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