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La beffa

No ai servizi sociali, Cuffaro resta in cella

Il rigetto è legato alla mancata collaborazione dell'ex governatore con la giustizia. Così i giudici lo tengono in carcere...

Salvatore Cuffaro

L'ex governatore della Regione siciliana

Mentre il serial killer, Bartolomeo Gagliano,  è latitante dopo aver goduto di un permesso premio, l'ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro resterà in carcere. Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato la richiesta dell'ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, che sta scontando una condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra, di essere affidato ai servizi sociali. La Procura generale aveva espresso parere favorevole alla scarcerazione dell'ex governatore, ma solo per svolgere attività lavorativa presso un istituto dei ciechi di Roma e non alla missione "Speranza e carità" di Palermo come richiesto dai legali di Cuffaro. Il provvedimento è stato rigettato perchè legato alla mancata collaborazione di Cuffaro con la giustizia, nemmeno sotto forma di ammissioni di responsabilità. Per i reati aggravati da fatti di mafia la collaborazione è infatti una delle condizioni previste dalla legge per concedere l'affidamento in prova ai servizi sociali, chiesto dai difensori dell'ex presidente della Regione Sicilia.

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  • Ganibar

    20 Dicembre 2013 - 16:04

    Come siciliano ritengo giusto che un cialtrone come Totò Cuffaro se ne stia in galera. Gli è stato negato l'affidamento ai servizi sociali, cosa c'entra con il permesso premio del serial killer? Non ha collaborato con la Giustizia, non ha ammesso le sue responsabilità, nonostante sia stato condannato al di là di ogni ragionevole dubbio. Il caso Cuffaro ci fa capire che anche Berlusconi andrà agli arresti domiciliari e non potrà usufruire dei servizi sociali, per gli stessi motivi e per un'altra aggravante: lo sconsiderato attacco alla Magistratura!

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  • mupix

    20 Dicembre 2013 - 13:01

    Ma se una persona viene condannata significa che ci sono prove schiaccianti, e se ci sono le prove a nulla serve la confessione o la collaborazione. Questa è una vera tortura " o ammetti le tue colpe o marcisci in carcere". Colpisce la dignità dell'uomo e la fermezza nel confermare la sua innocenza. I tribunali dell'inquisizione torturavano i sospettati fin quando non ammettevano di essere streghe o posseduti, non mi sembra che sia cambiato molto. Lasciatelo in pace sconta una pena, probabilmente ingiusta, e non sono necessari commenti oltremodo cattivi.

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  • mupix

    20 Dicembre 2013 - 13:01

    Ma se una persona viene condannata significa che ci sono prove schiaccianti, e se ci sono le prove a nulla serve la confessione o la collaborazione. Questa è una vera tortura " o ammetti le tue colpe o marcisci in carcere". Colpisce la dignità dell'uomo e la fermezza nel confermare la sua innocenza. I tribunali dell'inquisizione torturavano i sospettati fin quando non ammettevano di essere streghe o posseduti, non mi sembra che sia cambiato molto. Lasciatelo in pace sconta una pena, probabilmente ingiusta, e non sono necessari commenti oltremodo cattivi.

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  • ubidoc

    ubidoc

    20 Dicembre 2013 - 12:12

    Com'è dimagrito da quando non mangia più con i soldi che rubano i politici ! Mangia ancora con i soldi nostri perchè, per fortuna, sta in galera, ma è addirittura ringiovanito ! Bello,la prigione gli fa bene. Nel 2020 esce un indossatore !

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