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Mentone, arrestato Gagliano

Bartolomeo Gagliano

Bartolomeo Gagliano

E' finita la fuga di Bartolomeo Gagliano. L'uomo è stato arrestato a Mentone. A dare notizia dell'arresto è stato il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri: "Evviva, evviva! Li hanno catturati entrambi", ha commentato il ministro, riferendosi anche alla cattura di Pietro Esposito, pentito di camorra che aveva abbandonato il carcere di Pescara ed è stato rintracciato a Forlì. "È un regalo di Natale. Ci tenevo un bel po’", ha spiegato Cancellieri . Gagliano evaso da Genova qualche giorno fa dopo aver goduto di un permesso premio concesso dal magistrato di sorveglianza. La Procura di Genova aveva emesso un ordine di cattura internazionale. La polizia dopo aver vagliato alcuni fotogrammi tratti da sistemi di videosorveglianza presenti alla frontiera di Ventimiglia è entrata in azione. Secondo alcune indiscrezioni, la Fiat Panda Van di colore verde su cui è scappato il pruriomicida sarebbe stata avvistata poco prima della cattura alla frontiera di Ventimiglia.

Specialista in evasioni -
Condannato all’ospedale psichiatrico, evase una prima volta, fu catturato e nuovamente ricoverato e fuggì di nuovo nel 1989: allora commise altri due omicidi: quello di una transessuale e di un travestito, oltre al ferimento di una prostituta con un colpo di pistola al volto. Nuova cattura, nuova evasione e nuovo ferimento di una fidanzata, sempre con uno sparo alla bocca. Ricoverato nuovamente, tra il 1990 e il 1994 evaderà altre tre volte. Nel 2002 è stato considerato guarito, è stato nuovamente arrestato più volte per delitti minori. Mario Iavicoli, l’avvocato genovese che segue la storia di Gagliano, ha spiegato che il suo assistito "mi ha telefonato oggi a mezzogiorno che si voleva costituire. E invece l’hanno catturato prima".

Catturato anche Esposito - E a finire non è solo la corsa di Gagliano ma anche quella di Pietro Esposito, il pentito di camorra fuggito anche lui da Pescara dopo un permesso premio. Esposito è stato catturato a Forlì dal personale della squadra mobile di Pescara, nel corso di una operazione congiunta con il personale della questura del posto. Era ospite a casa della sorella. E’ evaso dal carcere di Pescara sabato, dopo aver ottenuto un permesso. Lo attendeva fuori dal carcere la compagna.

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  • gosel

    20 Dicembre 2013 - 22:10

    E adesso il capro espiatorio sarà il direttore del carcere con buona pace della magistrata che ha combinato il guaio e che, come sempre avviene per la sua ctegoria, ne uscirà assolutamente indenne e perchè no magari con una promozione. Forse nessuno le aveva spiegato che il programma "svuota carceri" non significa mandare a casa tutti i delinquenti!

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  • mikilibero

    20 Dicembre 2013 - 18:06

    E ora? Che si fa? Lo si mette in un carcere sovraffollato rischiando che fa ricorso alla Corte Europea e lo dobbiamo pure risarcire?

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  • spalella

    20 Dicembre 2013 - 18:06

    se fossi un carabiniere all'inseguimento di questo plurionicida in fuga, e armato, mi chiederi : ma tu guarda se per colpa di qualche MISERABILE giudice che non sà fare il suo lavoro, e per colpa dei miserabili del parlamento che fanno leggi permissive, IO MI TROVO ''DI NUOVO'' A RISCHIARE LA VITA CON LA STESSA PERSONA CHE E' GIA' STATA CATTURATA ALTRE TRE O QUATTRO VOLTE, e che qualche miserabile ha SEMPRE fatto uscire... e di certo, la voglia di acchiapparlo mi passerebbe.

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  • kidwiller

    20 Dicembre 2013 - 18:06

    Il direttore Mazzeo pagherà per le sue frettolose parole fuorvianti e il vero colpevole, cioè il magistrato di sorveglianza si godrà lautamente i suoi stipendi. Il Direttore ha sbagliato per la fretta di intervista,sapendo che i suoi educatori non potevano non sapere del fasciolo del detenuto, in quanto su piattaforma digitale in rete ministeriale, mentre il magistrato che è il vero responsabile della decisione ha avuto più tempo ed autonomia per la concessione del premio che poi ha elargito al detenuto. Purtroppo pagherà solo il Direttore. Figuriamoci che in questa recessione economica, oltre ai magistrati di sorveglianza, e ai garanti regionali dei detenuti stanno creando anche la figura del garante dei detenuti nazionale, invece di impiegare questi soldi per ridurre gli sprechi e le disfunzioni. Poveri noi, in che mani siamo.

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