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Protesta monca a Palermo

Forza Nuova spacca i Forconi

Il leader dei siciliani contro Calvani: "I fascisti non hanno nulla a che fare con il movimento"

Forza Nuova spacca i Forconi

Forza Nuova spacca i Forconi. Dal nove dicembre ad oggi non è passato neanche un mese e già le polemiche interne stanno soffocando la protesta del movimento popolare. Le prime avvisaglie di una rottura tra le diverse correnti si era vista nell'organizzazione della mobilitazione del 15 dicembre a Roma quando l'anima che fa capo a Mariano Ferro aveva disertato l'appuntamento di piazza del Popolo organizzato da Danilo Calvani per evitare strumentalizzazioni. Oggi, giornata di mobilitazione a Palermo, c'è l'ennesima dimostrazione che non c'è più unità di intenti nel coordinamento.

L'ira di Ferro - "Calvani?", commenta provocatoriamente il leader dei Forconi siciliani Ferro, "i Forconi veri non sono oggi con lui a Palermo. Al suo fianco c'è invece Morsello e quindi l'area di Forza Nuova che nulla ha a che fare con il movimento e le sue battaglie". Ferro, che ha snobbato Calvani, rappresentante dell’ala dura del Coordinamento 9 dicembre, che oggi protesta davanti alla presidenza della Regione Siciliana, spiega di avere in mente "nuove strategie" e incontri con "le vere espressioni di questa complessa realtà, come Chiavegato in Veneto con cui dare nuova linfa e forza al Coordinamento 2014. La strada di Calvani, di certo, non porta da nessuna parte". 

"I siciliani sbagliano" - Non si è fatta attendere la risposta di Calvani. "Il movimento non è Calvani o altro ma il popolo", tuona il leader del coordinamento 9 dicembre. "E’ la gente. Non ci sono capi o capetti. Ferro ha fatto un comunicato decidendo all’improvviso di cambiare strada, mentre noi abbiamo sempre ripetuto di non voler trattare con questa classe politica e di volerli mandare a casa. Prima di fare quel comunicato, visto che loro sono in 7 e i coordinatori 130 avrebbero dovuto chiedere il nostro parere. Non l’hanno fatto, e sono andati per la loro strada. Hanno sbagliato loro e ne prendiamo atto e la distanza non può che restare finchè agiscono così: noi non vogliamo trattare con questa classe politica delegittimata e andremo avanti per la nostra strada". 

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