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Bacchettati dall'Ue

Strasburgo condanna l'Italia:
"Non si può scegliere se dare
ai figli il cognome della mamma"

La corte europea ritiene che il nostro Paese abbia violato il diritto di una coppia che voleva dare il cognome della madre alla figlia

Strasburgo condanna l'Italia:
"Non si può scegliere se dare
ai figli il cognome della mamma"

Dare a un figlio il cognome del padre è un "retaggio di una concezione patriarcale della famiglia non più in sintonia con l'evoluzione della società e le fonti di diritto soprannazionali". Per questo la Corte europea di Strasburgo ha condannato oggi l'Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, rivela Repubblica, i giudici indicano che l'Italia "deve adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.

 

 

In realtà la Cassazione a più riprese ha dato picconate all'impianto giuridico che impedisce alle mamme di dare il proprio cognome ai figli. Dopo essersi pronunciata in tal senso nel 2006, nel 2008 la Corte Suprema, facendo riferimento al Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 (l'Italia, come tutti i 27 Stati membri, ha il dovere di uniformarsi ai principi fondamentali della Carta dei diritti Ue tra i quali il divieto "di ogni discriminazione fondata sul sesso"), de ha spezzato un'altra lancia a favore dell'attribuzione del cognome materno ai figli legittimi nel caso in cui i genitori, concordemente, abbiano questo desiderio. A marzo 2012 il presidente della Repubblica con un decreto passa le competenze dal ministero dell'Interno alle singole prefetture con l'obiettivo di snellire le procedure burocratiche. 

"Speriamo che la sentenza della Corte  di Strasburgo, che ha riconosciuto a una coppia lombarda il diritto di  dare ai propri figli anche solo il cognome della madre , convinca il Parlamento ad approvare un provvedimento che è necessario per adempiere il dovere costituzionale di parità tra i generi e i ruoli genitoriali", ha dichiarato Equality Italia, promotrice della petizione   online "Nel cognome della madre", sottoscritta da migliaia di donne.  "Alla Camera è pronta una legge, con prima firmataria Laura Garavini, deputata Pd del Collegio Estero, e sostenuta da decine di parlamentari di vari partiti, che tenendo conto delle indicazioni europee in materia, riconosce la possibilità di scelta del cognome   materno o di quello paterno, o di entrambe" spiega pertanto l'associazione, che sottolinea: "in diverse legislature sono stati depositati disegni di legge in Parlamento, ma la discussione non si è mai nemmeno avviata in sede di commissioni".

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Commenti all'articolo

  • grath2005

    07 Gennaio 2014 - 17:05

    che il tema dei cognomi lo ritengo risibile perchè altri sono i problemi che abbiamo, deduco che la coppia in oggetto del ricorso avesse molto tempo e soldi da spendere se il doppio cognome non ha ritenuto di poterlo accettare. Già adesso un figlio che prende i cognomi di madre e padre potrebbe trovarsene due della madre e due del padre. Servirà un foglio protocollo per scrivere i cogmoni di questi innovatori della forma che non intaccano mai la sostanza.

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  • Logmain

    07 Gennaio 2014 - 16:04

    Che paese di deficienti.

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  • ubidoc

    ubidoc

    07 Gennaio 2014 - 16:04

    Basta che il padre non la sposi e non riconosca il figlio..può dargli anche il nome di Dudù

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  • grath2005

    07 Gennaio 2014 - 15:03

    Libertà per libertà allora perché non diamo ai figli un cognome qualsiasi? Perché portarsi dietro i cognomi dei genitori che potrebbero essere brutti? Al limite accettiamo la restituzione di poter scegliere tra gli antenati per 50 generazioni!

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