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Cronaca nera

Triplice omicidio a Caselle
Confessa un italiano di 56 anni
E' il convivente dell'ex domestica

Le indagini a una svolta nella notte: il responsabile un pregiudicato di Torino

La villetta dell'orrore a Caselle

La villetta dell'orrore a Caselle

Svolta nelle indagini sulla strage di Caselle Torinese. Nel corso della notte i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, a conclusione di serrate indagini condotte sotto la costante direzione della Procura di Torino e con la collaborazione dei carabinieri del Ros e del Ris di Parma, hanno fermato Giorgio Palmieri, 56 anni, pregiudicato di Torino (convivente dell'ex domestica), responsabile del triplice omicidio consumato nella villetta di Caselle il 3 gennaio. L'uomo ha confessato. La strage, effettuata dopo un diverbio con la signora Allione, è stata fatta per motivi economici. 

La ricostruzione degli inquirenti - Gli Allione hanno aperto la porta al killer, che si è presentato a casa loro con la scusa di spiegare perchè non era in grado di restituire un debito di 500 euro contratto da tempo. Poi è andato in bagno e Claudio Allione gli avrebbe contestato di "averci messo troppo a tornare": la frase avrebbe fatto saltare i nervi a Palmieri che ha quindi accoltellato l’uomo e la moglie  Maria Angela. La suocera, Enrica Campo Dall’Orto, sarebbe stata uccisa solo perchè aveva riconosciuto il killer, che dopo averla accoltellata l’ha coperta con un lenzuolo, "quasi in segno di rispetto", hanno commentato gli inquirenti. "

Fondamentale la testimonanzia del figlio - "E' stata fondamentale la testimonianza del figlio delle vittime, sentito più volte, che ci ha   fornito diversi elementi utili". Lo ha sottolineato il tenente colonnello, Domenico Mascoli, capo del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torino che questa notte hanno fermato Giorgio Palmier. Dopo i sopralluoghi e anche con l’aiuto dei Ris di Parma, i militari avevano ristretto il campo dei possibili killer ad alcune   persone vicine alle vittime. "Ieri sera abbiamo localizzato l’uomo in un appartamento a Torino e lo abbiamo interrogato fino a quando a tarda notte non ha confessato". Palmieri ha riferito di aver rubato 100 euro. Gli inquirenti descrivono Palmieri "provato e sollevato dalla confessione, indubbiamente sconvolto". L’uomo non ha un’occupazione stabile e un vecchio precedente per sequestro di persona. Con la convivente, ex domestica degli Allione, ha una figlia di 18 anni che studia. Ha riferito di avere gravi problemi economici. L’arma usata sarebbe stata un tagliacarte che l’uomo dice di aver trovato mentre entrava in casa degli Allione. Durante l’agguato si è ferito all’avambraccio sinistro. Si è poi disfatto dei vestiti usati. I carabinieri ieri lo hanno trovato a casa di un conoscente.

L'omicidio- I tre anziani uccisi, un uomo di 66 anni, la moglie di 65 anni e  l'anziana madre di lei di 93 anni, avevano ferite da arma da taglio ma vicino ai corpi non era stato trovato alcun coltello e per   questo gli inquirenti sono propensi a escludere si possa trattare di un omicidio-suicidio. A dare l’allarme era stato il figlio di 30 anni che, non riuscendo a contattare i genitori, aveva chiamato i vicini chiedendo di andare a controllare. I primi sospetti si sono concentrati proprio su di lui anche per via del fatto che Maurizio Allione in mattinata, aveva indicato ai carabinieri il luogo dove sono state trovate alcune tazzine da caffè del servizio di famiglia. Nella campagna poco distante da Caselle, in mezzo al terriccio, in un fosso, il ragazzo ha trovato parte della refurtiva. Così il ragazzo ha avvisato i militari: "Stavo portando i cani a un mio amico - ha spiegato - perché non posso tenerli in questi gioni, quando ho visto in mezzo alla terra quelle tazzine da caffè. Le ho riconosciute. Erano dei miei, appartenevano a mia nonna. Cosa ci fanno lì?".

Le ricerche - Ma nella stessa buca è stato rinvenuto anche un guanto di lattice. Forse si è vicini a una svolta: la speranza degli inquirenti è che sul guanto ci siano delle tracce che permettano di risalire al killer dei coniugi Allione. Tracce dell'assassino, o degli assassini, potrebbero essere trovate anche sulla tazzine in ceramiche, sequestrate dagli agenti. Maurizio Allione, per ora, resta indagato non per il triplice omicidio, ma solo per possesso di droga: in casa è stata trovata della marijuana. 

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Commenti all'articolo

  • tontolomeo baschetti

    08 Gennaio 2014 - 16:04

    Arabi, marocchini, cinesi, russi, rumeni, albanesi ecc. ecc. Quando c'è da delinquere, ci fanno un baffo.

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  • Peo

    08 Gennaio 2014 - 14:02

    Spero che il figlio se ne renda conto.... Se il vero colpevole non confessava l'ergastolo se lo faceva lui. Se non era stato lui infatti, chi mai? E non aveva un alibi per alcune ore (dormiva come credo facciano molti, ogni giorno....). C'è da riflettere su questa come su tante altre storie di ordinaria giustizia....

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  • giovannick

    08 Gennaio 2014 - 13:01

    Adesso sappiamo quanto vale la vita di una persona: esattamente euro 166,66.

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  • brutus

    08 Gennaio 2014 - 09:09

    Bene, per una volta, abbiamo un colpevole. Siccome si tratta di un italiano, conosciamo: nome, cognome, data di nascita e indirizzo !! Adesso, vorremmo sapere anche il nome di chi gli ha fornito le chiavi della casa, visto che non c'erano tracce di scasso. Fosse mai che la ex domestica l'avesse aiutato?

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