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Il caso

Lamberto Sposini, la famiglia fa causa alla Rai per il malore del giornalista

La famiglia del giornalista: "Quando ebbe l'emorragia cerebrale, chi era di turno errò la diagnosi. Lamberto ne paga le conseguenze"

Lamberto Sposini

Lamberto Sposini

Lamberto Sposini e la sua famiglia ora trascinano la Rai in tribunale. Viale Mazzini rischia di finire alla sbarra per quell'emorragia cerebrale che nel 2011 colpì il giornalista costringendolo dopo il coma ad un lunghissimo calvario riabilitativo. Come racconta Panorama i famigliari di Sposini si chiedono come sono stati gestiti i primi soccorsi, se la gravità della situazione è stata subito compresa dai medici della Rai ed è stata segnalata tempestivamente al 118 e soprattutto quanto ha influito il ritardo sugli effetti dell'ictus che lo ha colpito. A queste domande, da giovedì 19 dicembre, è chiamato a rispondere il giudice del lavoro di Roma. Sotto accusa sono finiti i due medici che hanno soccorso Sposini per primi, il coordinatore del servizio sanitario della Rai e la stessa Rai. L'azione legale è stata promossa dalla figlia di Sposini, Francesca, 41 anni, e dall'avvocato del giornalista. Sui primi soccorsi prestati a Sposini quel 29 aprile 2011 è giallo.

Le accuse -  L'ambulanza del 118 secondo i famigliari di Sposini sarebbe arrivata in via Teulada con ben 40 minuti di ritardo, inoltre il medico della Rai sarebbe arrivato a dare i primi soccorsi circa "un quarto d'ora dopo il malore del giornalista". Inoltre i legali della famiglia Sposini hanno rilevato che il medico della Rai, il primo a visitarlo era un odontoiatra. L'avvocato d'Amati fonda la causa sul dovere del datore di lavoro di garantire al lavoratore soccorso e assistenza tempestivi, e "sull'esistenza di una collaborazione coordinata e continuativa" fra Sposini e la Rai, "che di fatto lo rende equiparabile a un dipendente".

La difesa - L'azienda però respinge ogni accusa di negligenza. La Rai invece nega l'esistenza di un rapporto di dipendenza, definisce "corretto" il comportamento dei medici e, sulla base di una perizia medico-legale di parte, afferma che in incidenti come quello di Sposini è sconsigliato l'intervento chirurgico prima di quattro ore. Insomma ora la parola passa al giudice del lavoro. Intanto Sposini continua, a fatica, il suo ritorno alla vita. 

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Commenti all'articolo

  • cicalino

    28 Febbraio 2015 - 01:01

    Da oggi dovrò stare attento a chi viene in casa mia...Se uno si sente male i problemi saranno miei e lo dovrò risarcire...vabbè mucca ma la Rai non è la Befana! Il caso mi ricorda Modugno. Se ben ricordo anche lui denunciò Mediaset perché si era sentito male presso i suoi studi dove stava lavorando adeguatamente pagato come suppongo pure Sposini...Ignoro come finì ma deploro le furbate italiote!

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  • jborroni

    27 Febbraio 2015 - 19:07

    vabbe' che la RAI e' una mucca da mungere, pero'.....

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  • solerosso34

    10 Gennaio 2014 - 17:05

    CERTO DISPIACE QUELLO CHE E' SUCCESSO AL DOTT. SPOSINI, MA SE AL PRIMO MALORTE DENTRO AL AFABBRICA IL DATORE DI LAVORO DEVE GARANTIRE ANCHE IL DOTTORE, CHI APRE PIU' UN AZIENDA!UN MALORE SIMILE E' COME UN INFARTO, MA CHIEDER IL RISARCIMENTO ALL'AZIENDA MI SEMBRA SBAGLIATO. MA CON QUESTI GIUDICI LA RAI POTREBBE ESSERE UN BANCOMAT. COME CARLO DE BENEDETTI CHE POVERINO HA SOFFERTO TANTO CON L'INGIUSTIFICATO REGALO DI 495.000 EURO. TANTO E' VERO CHE CHIEDEREBBE UN'ALTRO RISARCIMENTO. TUTTI IN GALERA, MAGISTRATI, AVVOCATI E RICHIEDENTI.....

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  • giovsim

    10 Gennaio 2014 - 11:11

    Bene a sapersi! quindi i cari impiegati Rai hanno un trattamento medico extra rispetto a noi comuni mortali...Voglio chiedere al mio Ministero se istituisce un servizio medico ad hoc per noi impegati!!!E così adesso sappiamo che i nostri soldi vanno a arricchire i mille benefits che la Rai offre ai suoi impiegati.....Veramente un schifo!!!!

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