Cerca

Il business delle discarica

Malagrotta, arrestato Cerroni
per truffa e associazione a delinquere

Cerroni ai domiciliari per truffa e associazione a delinquere. Con lui altri sei, tra cui l'ex presidente della Regione Lazio, Bruno Landi

Manlio Cerroni

Manlio Cerroni

Arresti domiciliari per l’avvocato Manlio Cerroni, che da anni controlla la discarica di Malagrotta di Roma, per l'ex presidente della Regione Lazio, Bruno Landi e altre cinque persone. Li ha firmati il gip su richiesta della procura di Roma che ipotizza il reato di truffa. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Noe che lavorano anche sull'ipotesi di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti.  Tra i 21 indagati anche l’ex Governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, citato in un capo di imputazione per abuso d’ufficio e falso, assieme a Manlio Cerroni, dominus del consorzio Coema, al legale dello stesso Avilio Presutti, e al responsabile dell’Area Rifiuti della Regione, Luca Fegatelli. Sotto accusa c'è l’emanazione di un’ordinanza del 22 ottobre 2008 con cui si ordinava alla Coema di avviare le attività per la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Albano Laziale, ordinanza illegittima in quanto il Commissario Straordinario aveva cessato i suoi poteri il 30 giugno di quell'anno e il presidente della Regione, che emanò formalmente quell'ordinanza, era pertanto divenuto incompetente. Tutto ciò aveva lo scopo, secondo la procura, di "consentire al Colari di iniziare i lavori di realizzazione dell’impianto entro il 31 dicembre 2008 (cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile in assenza di autorizzazione ambientale integrata, ancora in istruttoria) e così di non decadere dagli incentivi pubblici denominati Cip 6, la cui elargizione era normativamente condizionata a detto requisito". 

Gli altri arrestati sono Luca Fegatelli, fino al 2010 a capo della Direzione regionale Energia, il manager Francesco Rando, l'imprenditore Piero Giovi, Raniero De Filippis, ex dirigente della Regione Lazio, e Pino Sicignano, direttore della discarica di Albano Laziale. Oltre a rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, i sette indagati, a seconda delle posizioni, sono accusati anche di violazione di norme contro la pubblica amministrazione e di truffa in pubbliche forniture. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sono stati sequestrati dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di   Finanza beni per 18 milioni di euro. A quanto si è appreso,   si tratta di un sequestro per equivalenza di beni che fanno riferimento alla società Giovi e Pontina Ambiente.

Cinque anni di indagini, migiaia di intercettazioni telefoniche, controllo incrociato di documenti: le indagini condotte dai militari del Noe (Nucleo operativo ecologico) diretti dal colonnello Sergio De Caprio, anche noto come 'Ultimo' (che nel 1993 catturò Totò Riina), e coordinati dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno di fatto chiuso un'epoca. L'epoca di un padrone incontrastato della gestione dei rifiuti a Roma e Lazio e dei suoi interessi privatissimi in un problema di interesse pubblico come quello delle discariche. L’inchiesta dei pm Alberto Galanti e Maria Cristina Palaia riguarda la gestione dell’impianto di raccolta e trattamento rifiuti di Albano Laziale, la costruzione dell’impianto di termovalorizzatore di Albano Laziale, la realizzazione di un invaso per un discarica a Monti dell’Ortaccio e la questione legata alle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti e alle ordinanze regionali sullo smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Anzio e Nettuno.  

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • arwen

    09 Gennaio 2014 - 20:08

    Rimango sempre sorpreso dalla vostra assoluta incapacità di uscire dal ruolo di tifosi da curva x divenire cittadini a pieno titolo. Cosa vuol dire questo post? Carissimo amico, le domando con franchezza: ma se il protagonista dello scandalo marrazziano fosse stato di dx, lei cosa avrebbe detto e scritto? Sicuramente parole di fuoco, colme di vis retorica, animate da uno spirito morale superiiore, lei come tutta la sx, avrebbe lanciato anatemi contro la dx becera e corrotta. Invece, lei, come tutta la sx, siete stati zitti. Cocaina, trans, una famiglia teadita, gli elettori traditi, soldi, un ricatto e tre morti. Tutto chiuso con una laconica frase: "..sono fatti privati..". E voi, obbedienti, avete mantenuto la consegna del silenzio. Come se anche voi non foste stati traditi dal comportamento del buon Marrazzo che, miracolo, è ricicciato in TV, pubblica, a spese dei cittadini. Ora Marrazzo è indagato x la gestione dello scandalo rifiuti. Se è un ladro, che importa se è di dx o sx?

    Report

    Rispondi

  • blues188

    09 Gennaio 2014 - 16:04

    Brucia, eh? Brucia perché voi sareste moralmente superiori. Che è vero, ma solo se non si tratta di soldi & ruberie varie.

    Report

    Rispondi

  • Bolinastretta

    09 Gennaio 2014 - 16:04

    ti aiuto io Bruno Landi é un Ex PSI... dal quale partito i vari si sono riciclati in tutti i parti oggi in Auge e molti nel PD!!! poi vai avanti cortesemente..... l'unico effettivamante "degno" di nota é il nostro ex governatore cocainomene col vizzietto dei bananas nel deretano... altri non ne "vedo"!!!

    Report

    Rispondi

  • spalella

    09 Gennaio 2014 - 16:04

    migliaia di tonnellate di rifiuti che NESSUN amministratore ha MAI pensato di raccogliere in maniera civile ed efficente, vuol dire truffa... vuol dire presenza di interessi e mazzette... vuol dire solita delinquenza degli amministratori. Marrazzo è solo UNO dei delinquenti in questione, mentre gli Stupidi sono i cittadini che votano ancora, e ancora, i miserabili candidati dei soliti partiti.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog