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L'Aquila, indagine sulle tangenti post-terremoto: si dimette il sindaco Cialente

Scandalo sulla ricostruzione in città, dopo il vicesindaco Righi lascia anche il primo cittadino del Pd: possibile lo scioglimento dell'Assemblea e il voto il 25 maggio

L'Aquila, indagine sulle tangenti post-terremoto: si dimette il sindaco Cialente

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente si è dimesso: lo ha detto nel corso di una conferenza stampa indetta nel pomeriggio in via d’urgenza. E' l'ultimo capitolo di un terremoto politico diretta conseguenza del dopo-terremoto, quello vero dell'aprile 2009 che provocò 308 morti. Il sindaco del Pd aveva incassato appena un giorno fa la fiducia della propria Giunta, travolta dall'inchiesta su presunte elargizioni di tangenti da parte di alcune ditte addetta alla ricostruzione post sisma. Al centro delle indagini il vicesindaco di Cialente, Roberto Riga, che si era subito dimesso. Lunedì inizieranno gli interrogatori di garanzia per le persone coinvolte nel ciclone giudiziario ma c'è anche l'aspetto politico da non trascurare: le dimissioni del sindaco potrebbero aprire la strada allo scioglimento anticipato dell'Assembela civica con il conseguente ricorso a nuove elezioni amministrative che potrebbero essere collocate nell’election day del 25 maggio in coincidenza con le europee e con le regionali in Abruzzo. 

"Ho dato tutto, ho perso" - "Ho riflettuto e ho deciso nell'interesse della città - è il commento a caldo di Cialente -. In fondo è stato lo stesso ministro Trigilia a dimettermi quando, in un'intervista il 9 gennaio, ha detto il Comune non chieda più soldi e, nello stesso giorno, in una riunione con il rettore dell'università aquilana, ha parlato di piano di rilancio dell'ateneo e di piano regolatore della città, senza il sindaco". A convincere al passo indietro Cialente, dunque, non sarebbero stati tanto gli scandali emersi in questi giorni quanto la sorta di "commissariamento" subito dall'alto. "Abbandonare la nave potrebbe essere inteso come un gesto di colpevolezza - glissa il sindaco - ma non mi sento un ostacolo per la città. La lascio con un piano strategico e con la possiblità che arrivino nuove imprese, tenetevi stretta la ricostruzione e il cronoprogramma". Sulla questione giudiziaria, nessuna autocritica: "Chiedo scusa alle persone che in queste ultime ore hanno pregato di non mollare, ho retto finchè ho potuto. Sparisco per un po, mi arriveranno parecchie palate di sterco. Non sono stato tutelato neanche dall'Ordine dei giornalisti. Mi auguro che il nuovo sindaco ci metta la stessa passione e lo stesso coraggio, la stessa passione lo stesso amore, e la pietas nei confronti degli ultimi di questa città. Ho dato tutto e ho perso, chiedo scusa per aver perso".

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