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Le bordate

Sallusti: "La De Girolamo si dimetta"
Feltri: "Cota è il becchino della Lega"

Su "il Giornale" impallinati in colpo solo Ncd e Lega. Il direttore si scaglia contro la De Girolamo...e Alfano. Mentre l'editorialista spara sul Carroccio

Sallusti: "La De Girolamo si dimetta"
Feltri: "Cota è il becchino della Lega"

'Dimettiti e manda un sms a tutti con queste parole 'siete dei pezzi di m...". Alessandro Sallusti mette nel mirino il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo. In un editoriale di fuoco su il Giornale, Sallusti impallina la De Girolamo per il presunto scandalo su quelle intercettazioni pubblicate dal Fatto che inguiano il ministro per alcune pressioni sull'Asl di Benevento per affidare ad uno zio il bar dell'ospedale della cittadina campana. "La signora non è simpatica, è arrogante, presuntuosa, ambiziosa, e anche un po' sboccata, come dimostrano le registrazioni abusive dei suoi incontri con strana gente del suo collegio elettorale (Benevento) finite ovviamente in prima pagina. Storie di sottobosco politico: appalti per un bar dell'ospedale, favori a parenti, minacce a nemici. Ordinaria mala politica italiana, senza apparenti risvolti criminali. Di anomalo c'è che la magistratura, usa a trasformare parole in reati e intercettazioni in sentenze quando si tratta di politici di centrodestra, questa volta si tiene alla larga dal caso".

L'attacco - Poi Sallusti attacca la De Girolamo anche sotto il profilo politico ed è qui che piazza la bordata al veleno: "Nessuna inchiesta, nessun avviso di garanzia. Ergo: la De Girolamo non è di centrodestra, altrimenti sarebbe già in guai seri. Ma non è neppure di sinistra visto che a infangarla sono quelli del Pd, cioè i compagni di partito di suo marito (già, la signora è sposata con Boccia). E allora chi diavolo è Nunzia De Girolamo? Semplice: nessuno. Nel senso che con Alfano e soci ha deciso di entrare in quella zona grigia degli utili idioti, eroi per un giorno e fessi per la vita. Cosa pensavano? Che il premio per aver tradito Forza Italia e consegnato Berlusconi ai suoi carnefici fosse un lasciapassare a vita della sinistra e dei suoi giornaloni? Illusi. Nunzia De Girolamo è stata corteggiata, viziata, usata e ora viene gettata via come uno straccio inutile. È la fine che faranno tutti gli alfaniani, quelli della sinistra li andranno a prendere uno per uno".

"Dimettiti" -
 Infine arriva il consiglio: "Si dimetta e molli quella compagnia fino a che è in tempo a uscirne solo ammaccata". Insomma quella di Sallusti è un'arringa contro la De Girolamo che ha tanto il sapore di una critica aspra anche per Alfano e i transfughi di Ncd. Ma a sparare a destra non è solo Salluti. Pure Feltri non risparmia critiche agli "amici". Così se Sallusti infilza Ncd e la De Girolamo, Feltri su il Giornale attacca la Lega travolta dalla bagarre elettorale in Piemonte dove sono state annullate le elezioni regionale del 2010.

Feltri contro la Lega - "Dopo le vicende del famigerato 'cerchio magico', le prodezze dei rubagalline amici di Umberto Bossi e del suo 'cassiere', le scope di Roberto Maroni costrette a 'netà fò ol poler' (pulire il pollaio) e il calo mostruoso dei consensi, questo partito necessitava di ricostruirsi una reputazione per tentare un difficile rilancio. E invece adesso è obbligato ancora a difendersi da altri attacchi da parte della magistratura. Le mutande verdi di Cota sono diventate un simbolo di sciatteria e di superficialità: come si fa ad acquistare un paio di boxer e farli pagare - magari per distrazione, non importa - all'ente di cui sei il numero uno? Sappiamo, è una sciocchezza, ma le note spese e i rimborsi sono roba delicata, c'è poco da scherzare", scrive Feltri.

"Cota è un becchino" - Fin qui l'analisi dei fatti, poi Feltri fa una profezia sul futuro della Lega: "Come giustificherà, il buon Roberto (Cota, ndr) i suoi shopping a scrocco? Non scorgiamo via di salvezza. Il partito, quello di Alberto da Giussano, che ha perso ogni appeal a causa di un comportamento, diciamo pure etico, discutibile (furti di pollame, molto squallidi anche se poco gravi) e, aggiungerei, tristissimo. Inoltre il Carroccio non ha più un programma suggestivo come quello di un tempo, quando vagheggiava la secessione e il federalismo fiscale, rivelatisi poi ingenue illusioni o veri e propri bidoni. Non osiamo affermare che la Lega sia morta, ma che Cota sia un becchino è un fatto incontestabile". 

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Commenti all'articolo

  • motilones

    26 Giugno 2014 - 11:11

    Ma che BORDATE, queste sono scoregge,...

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  • routier

    18 Gennaio 2014 - 18:06

    "la rivoluzione è un'idea he non ha trovato un posto a sedere" (Lega docet)

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  • numetutelare

    17 Gennaio 2014 - 22:10

    Che arguzia, che acume presumere di vedere chi sta dall'altra parte di chi sta semplicemente in piedi, ma anche fossero sull'attenti, evidentemente conosce bene la materia per abitudine d'uso.

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  • imahfu

    17 Gennaio 2014 - 12:12

    Tutti contro tutti. Bergamaschi contro bresciani e Milanesi; questi contro torinesi e bresciani (a Bergamo solo la polenta). Sallusti contro Feltri e Feltri contro la Lega. Un partito coeso...dice Silvio ma ormai si sa che gli fa difetto la materia grigia.

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