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La tegola giudiziaria

Berlusconi, con i processi Ruby rischia 21 anni di carcere

Berlusconi, con i processi Ruby rischia 21 anni di carcere

L'ultima tegola giudiziaria piovuta sulla testa di Silvio Berlusconi potrebbe costragli caro. Il Cav è indagato dalla prura di Milano inisieme ai suoi legali Piero Longo e Niccolò Ghedini per corruzione in atti giudiziari.  L'inchiesta è una costola del processo Ruby e nasce perché secondo l'accusa il Cav e i suoi legali avrebbero corrotto alcuni testimoni. Quest'ultima accusa potrebbe costare al Cav nel caso di condanna con il massimo della pena ben dieci anni di reclusione ai domiciliari. Pena che andrebbe aggiunta a quella per il processo Mediaset e a quella per il processo Ruby uno che ha visto Berlusconi condannato in primo grado a sette anni per prostituzione minorile e concussione. Fin qui i fatti.  

Gli altri processi - Ma le beghe giudiziarie presto, grazie all'operosità dei magistrati che vogliono stringere la morsa attorno a Silvio, potrebbero trasformarsi in una maxi-pena che potrebbe tagliare fuopri dalla politica il Cav. Basta fare alcuni calcoli e la pena totale per i diveris procedimenti chiusi e in corso sull'ex premier potrebbe ammontare a 21 anni di carcere. Il procedimento con al centro la giovane marocchina entro la fine di quest'anno dovrebbe aver esauirito il passaggio in Appello e Cassazione. Infatti la Corte d’Appello di Milano dovrebbe fissare il dibattimento attorno a Pasqua e potrebbe chiuderlo in poche udienze trattandosi di un unico imputato. La Suprema Corte, per le sue determinazioni, salvo colpi di scena, dovrebbe impiegare una unica udienza. Nella peggiore delle ipotesi per il Cav, e cioè quella in cui la sentenza di primo grado venga confermata anche in secondo e in terzo grado, l’ex premier si troverebbe a dover espiare, e questa volta in detenzione domiciliare, una pena complessiva di 11 anni. Infatti ai sette anni si aggiungerebbero i quattro, e non più uno, inflitti per la frode fiscale Mediaset, in quanto la seconda condanna passata in giudicato cancella i tre anni al momento condonati grazie all’indulto. E fin qui il cumolo della pena tocca quota 11 anni. Se il Cav fosse condannato nel processo Ruby gli verrebbero revocati pure i probabili servizi sociali del processo Mediaset.

21 anni di pena - Se così fosse, tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015, Berlusconi si troverebbe a dover scontare oltre 10 anni, verosimilmente in detenzione domiciliare perché fra un anno il Cavaliere compirà 78 anni. A questo conto va aggiunta la pena del processo Ruby Ter che in caso di condanna prevede una pena massima di 10 anni. A quel punto il totale fa 21. Un ventennio ai domiciliari per la gioia delle toghe e degli anti-Cav.  

 

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Commenti all'articolo

  • albinoalbanofree

    29 Gennaio 2014 - 20:08

    Queste non sono banalità . Purtroppo l'Italiano medio non comprende cosa significa essere precari nell'editoria. Questa è la realtà di un'Italia che grazie ai sinistrati va sempre più giù.

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  • ramadan

    24 Gennaio 2014 - 16:04

    naturalmente lei ignora che FO è premio nobel per la letteratura e benigni ha avuto un premio oscar per il suo film "la vita è bella".naturalmente questi riconoscimenti sono dovuti all'unione sovietica di stalin. mi pare che la sua ignoranza non meriti altri commenti.

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  • vin43

    24 Gennaio 2014 - 14:02

    La bellezza non è per te. Sei abituato a vivere nella bruttezza, nell’indigenza. Guarda ciò che sta a sinistra. Dario Fo è un letterato? Vecchioni è un cantante? Attori sinistroidi sono artisti? Cantanti sinistroidi sono bravi? Benigni è artista? Anche Alessandro Magno conosceva a memoria l’Iliade e in più ne conosceva i suoi versi a ritroso. E’ miserevole ciò che si trova a sinistra. Non volete migliorare però, ecco la vostra condanna: vi rifiutate di accettare e appartenere al bello, al genuino, al semplice e allo spontaneo. Non sono sante le donne «che hanno affollato le stanze di palazzo Grazioli», sono donne «fortunate» momentaneamente e che hanno anche esse problemi di sopravvivenza. E’ una scelta. Non avrebbero inficiato il lavoro dell’ex - PdC se non fossero state violentate nella loro privacy da spie e da giornalisti di sinistra poco seri.

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  • ramadan

    24 Gennaio 2014 - 12:12

    e timorata di Dio non avrebbe tutti questi processi in corso. questo è un mascalzone altrimenti come avrebbe a fare tanti soldi in così pochi anni ? d'altronde è stata la moglie per prima a rendere pubbliche le sue scorribande con le minorenni. mi meraviglio come mai papa francesco non lo abbia ancora scomunicato.

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