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Beffa a scuola

Test per l’università in aprile
La maturità non conta più nulla

Studenti costretti a preparare ora gli esami per le facoltà a numero chiuso. Esplode la rabbia: ingiusto scegliere se studiare per i quiz o per la prova di Stato

Test per l’università in aprile 
La maturità non conta più nulla

Mancano poco più di due mesi ai test di ammissione alle facoltà a numero chiuso: quest’anno infatti le selezioni per l’accesso a Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura si svolgeranno ad aprile (solo quelle per le Professioni sanitarie sono rimaste a settembre), cioè ad anno scolastico ancora in corso. Un’anticipazione che di fatto pone gli studenti di fronte a una scelta: privilegiare la preparazione per i test a scapito del percorso scolastico e della maturità, o viceversa? Maturità che peraltro, a meno che non ci siano sorprese dell’ultimo minuto, non avrà più valore, come del resto aveva precisato il ministro Maria Chiara Carrozza lo scorso giugno in un’intervista a Repubblica: «Il voto di maturità non può aver valore visto che la maturità deve essere ancora affrontata», anticipando che comunque «l’ultimo anno a scuola deve essere dedicato anche alla scelta universitaria». L’irrilevanza dell’esito della maturità ci è stato confermato dal Miur: «Non esiste più il bonus maturità». 

Eppure le cose non sono così semplici. Perché se è vero che c’è chi ha pensato per tempo a cosa fare da grande, e si è quindi già attrezzato per esercitarsi alla prova, c’è anche chi questa decisione l’ha presa di recente e ora deve correre: non c’è più un’estate di mezzo in cui si può studiare con tranquillità. «Ci arrivano testimonianze di studenti di quinta superiore che non pensano al percorso formativo, ma ai test di aprile, percorso che viene dunque sminuito dall’anticipazione di queste prove, ed è un’ingiustizia che il sistema scolastico spinga i ragazzi a rinunciare a una cosa o l’altra; questo ci dimostra anche che l’esame di Stato va rivisto perché troppo spesso diventa una lotteria che non premia il percorso fatto a scuola», ci dice Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, che si scaglia anche contro il numero chiuso. Si crea già in entrata un sistema di selezione che ha delle falle enormi, basti pensare ad alcune domande degli anni scorsi come quella sulla grattachecca romana o su chi ha vinto la Champions League del ’95. Come si seleziona una persona che vuole fare il medico? Senza contare i costi per tentare il test. Sì, perché per iscriversi occorre versare una cifra che varia da istituto a istituto, per una media di circa 50 euro (da un minimo di 27 a un massimo di 100 euro). «All’inizio si trattava di un semplice contributo per organizzare i test», ci spiega Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, ma poi gli atenei hanno cominciato a considerarla come una voce di bilancio, voce che peraltro è aumentata negli anni». 

Ma perché il ministero ha deciso di anticipare i test ad aprile? Dal Miur ci fanno sapere che è stata presa questa decisione «per allinearsi alle prassi internazionali e anche per attrarre studenti dall’estero». In questo modo probabilmente si cerca anche di sveltire la formazione delle graduatorie. Va tenuto conto però che «in altri Paesi europei la selezione si fa all’inizio del secondo anno, quando le matricole iniziano a capire le loro attitudini allo studio delle materie», aveva spiegato il ministro Carrozza nella citata intervista. «Si può valutare anche da noi, ma questa riforma richiederebbe un periodo lungo». 

Intanto i test restano ad aprile: non è infatti previsto alcun posticipo, a differenza dello scorso anno, quando furono prima anticipati a luglio e poi spostati a settembre. «Ci arrivano segnalazioni anche da parte dei docenti», ci racconta ancora Scuccimarra, «secondo i quali ci sono studenti che hanno smesso di studiare già a metà dicembre perché si buttano anima e corpo sui test. E ci sono quelli del classico, ad esempio, che non avendo una preparazione direttamente interfacciata con medicina, devono prepararsi su materie che normalmente non studiano e con la prova a settembre avevano più tempo». Per il rappresentante dell’Udu inoltre i test ad aprile rappresentano una sorta di sanatoria per rimediare al pasticcio del bonus maturità dell’ultima tornata. «Bonus tolto mentre la prova era in corso, e poi ripristinato per alcuni punteggi. Ci sono più di duemila ricorrenti che hanno fatto la prova a settembre e che, in attesa dell’esito del ricorso, ad aprile ci riprovano: se entrano decade il loro interesse al ricorso». 

Proprio sulla questione ricorsi, oggi a Roma, alla Camera dei Deputati, il sindacato studentesco tiene una conferenza per spiegare la portata del maxi ricorso (mille studenti) sul bonus maturità, accolto dal Tar del Lazio, e «per denunciare come tra bonus, non bonus e anticipazione dei test ad aprile migliaia di studenti si sono e si stanno ritrovando in una lotteria che ancora una volta non sanno se vinceranno a discapito del proprio futuro: la necessità è superare il sistema del numero chiuso come denunciamo da tempo, i test ad aprile sono un altro palliativo posto a rimedio dei disastri fatti dal ministero». Più in generale, bisogna ripartire «da una riforma del sistema scolastico perché adesso può succedere che una persona che esce dalla maturità con 75 sia più brava di una che esce con 85 a seconda della parte d’Italia in cui ha frequentato la scuola».

C’è poi il problema delle materie oggetto dei test. Lo scorso anno i ragazzi si trovavano a dover rispondere in 100 minuti a 60 domande, con cinque opzioni di risposta (nel dubbio meglio non rispondere che farlo in modo sbagliato perché in questo secondo caso era prevista una penalizzazione). Nel caso di Medicina, per esempio, una trentina di domande riguardavano cultura generale e ragionamento logico, e le restanti erano suddivise tra chimica, biologia, matematica e fisica. Non sappiamo ancora quante saranno relative a una materia piuttosto che a un’altra: sarà il bando, che dovrebbe uscire a breve   sul sito del Miur www.istruzione.it (60 giorni prima dell’inizio dei test), a chiarire i programmi e la disposizione delle domande. Questo è un altro punto che mette ansia agli studenti, perché ad aprile il programma scolastico non è ancora concluso e il timore è di trovare nei quiz cose che non si sono ancora studiate. Anche se il Miur su questo punto rassicura gli studenti: «Il contenuto dei test terrà conto del periodo in cui questi vengono effettuati».

di Alessandra Mori

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