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Il nodo-Siae

Diritti d'autore, "arriva la supertassa sugli smartphone". Il ministero smentisce

Aumenti del 500% rispetto all'imposta attuale per l'acquisto di qualsiasi strumento tecnologico con memoria interna. Mibact: "Non è vero, sul diritto d'autore trattativa ancora in corso"

Diritti d'autore, "arriva la supertassa sugli smartphone". Il ministero smentisce

Tassa sui telefonini, anzi no. Prima le agenzie di stampa riferiscono di un nuovo balzello destinato a colpire smartphone, tablet, computer fissi e portatili, chiavette Usb, hard-disk esterni, tv con funzione di registratore e decoder. Quindi, nel volgere di un paio d'ore, la smentita del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: "Non è prevista nessuna tassa e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate".

L'allarme rincari - Secondo le agenzie, sarebbe dovuta scattare un'imposta fino a 5,20 euro per i nuovi smartphone e tablet e 40 euro per i decoder con memoria interna. E che tecnicamente si chiama "rideterminazione dei compensi per copia privata". L’imposta non sarebbe stata nuova: la paghiamo già, con importi sugli smartphone pari a 90 centesimi di euro. A fissare le cifre è il Decreto del 30 dicembre 2009 che ne stabilisce il periodico aggiornamento, per adeguarle allo sviluppo delle tecnologie digitali in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore. Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori. Secondo le stime d'acquisto del comparto hi-tech per il 2014 (8 milioni di tablet, 10 milioni di computer e pc) con l'aumento della tass si sarebbero raggiunti i 200 milioni di euro. 

La (mezza) smentita del Ministero - Come detto, però, dal Ministero di via del Collegio Romano arriva la smentita: "La norma a cui si fa riferimento - aggiunge il comunicato - è quella relativa all’equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d'autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell'interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi". Il ministero conferma quindi che è comunque allo studio l'aggiornamento dell'equo compenso destinato agli autori per "risarcirli" per l’uso delle loro opere su dispostivi digitali con memoria interna.

 

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Commenti all'articolo

  • filder

    06 Luglio 2014 - 17:05

    Mandiamo questi vecchi parassiti a zappare la terra,così imparano come guadagnarsi il pane e non scimmiottare sulle spalle della povera gente: mandiamoli pure a quel paese ed auguriamogli che............!!!!!!! ?????

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  • paolog.0575

    06 Luglio 2014 - 16:04

    Grande internet, con migliaia di siti commerciali esteri, che ci permette di fare il gesto dell'ombrello ai politici italiani!

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  • allianz

    05 Febbraio 2014 - 15:03

    Se devo comprare qualcosa di high tec me lo compero all'estero.E vadano a VFC loro e tutta la banda appresso.

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  • carlozani

    05 Febbraio 2014 - 11:11

    Governo lADRO ,pieno di farabutti che ogni giorno pensano di rapinarci perchè i soldi per mantenerli non bastano mai.IO ho un pc vecchio e un tablet che mi è stato regalato ma non ho mai scaricato canzoni o film perchè non mi interessa oltre a non sapere come fare.Perchè non fanno pagare chi lo fa abusivamente? C.Z.

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