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strano caso

La madre gli dà uno schiaffo, bambino chiama i carabinieri

È successo a Novafeltria, in provincia di Rimini. I carabinieri sono accorsi e hanno capito che si trattava di un falso allarme

La madre gli dà uno schiaffo, bambino chiama i carabinieri

Non voleva andare a scuola da diversi giorni inventando sempre scuse diverse. Questo bambino di 9 anni ha così fatto perdere la pazienza a sua madre, che ha deciso di tirargli uno schiaffo. Il piccolo ha deciso di chiedere aiuto e ha telefonato ai carabinieri per denunciare il fatto, chiedendo un loro intervento. Credendo che si trattasse di un caso di violenza su minori i militari sono subito accorsi a casa del bambino e, una volta arrivati, hanno capito subito che si trattava solamente di un falso allarme. La donna è stata colta di sorpresa dall'arrivo delle forse dell'ordine e ha raccontato l'accaduto, confermando di avere perso la pazienza e di aver dato uno schiaffo al bambino, ma ha poi aggiunto poi che il gesto che non le sembrava affatto grave. Fatto confermato dai carabinieri, che adesso hanno "ordinato" al bambino di tornare a scuola. 

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Commenti all'articolo

  • buonavolonta

    22 Febbraio 2014 - 10:10

    consiglierei di condannare quella madre per violenza privata su minore e di mandarla in carcere e quel bambino di tenerlo a casa da scuola fino a quando non riterra opportuno il suo ritorno senza pero turbare la sua spiche ...ma va fan c... io ringrazio mio padre e mia madre per tutti i sberloni sacrosanti che ho preso ed ora con il senno di poi ho capito quanta pazienza e amore hanno avuto per darmi un educazione , i miei vecchi, ora tutto e preso sottogamba e rivoluzionato in peggio..

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  • rocchetti44

    19 Febbraio 2014 - 17:05

    di essere affidato per un po ai servizi sociali così in pochissimo tempo apprezzerebbe moltissimo la sua casa , la sua famiglia e sua mamma.

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  • Fonzy

    19 Febbraio 2014 - 17:05

    io non sarei tanto sicuro del 'lieto-fine' di questa vicenda. Vedete che si troverà di sicuro qualche magistrato, magari supportato da qualche psicologa o sociologa che manderà il più classico degli 'avvisi di garanzia' alla madre, con conseguente sospensione della 'mater-potestas' e affidamento del moccioso ai SS (servizi sociali)

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