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Giustizia al veleno

Critica la Boccassini, magistrato trasferito

Filippo Spiezia della Direzione nazionale antimafia non seguirà più il pool di Milano. Nella sua relazione annuale aveva mosso appunti all'operato di Ilda

Critica la Boccassini, magistrato trasferito

Allontanato dalle sue mansioni dopo le critiche mosse a Ilda Boccassini. E' la sorte toccata a Filippo Spiezia, magistrato napoletano 51enne in forza come sostituto alla Direzione nazionale antimafia. Come scrive "Il giornale", alla Dna ognuno dei sostituti ha la competenza su una determinata area del Paese e Spiezia si occupava di Milano, tenendo i rapporti col pool diretto nel capoluogo lombardo da Ilda Boccassini. Suo compito, seguire le inchieste e dialogare coi membri del pool. Quando è venuto il momento di mettere nero su bianco, nella relazione annuale della Dna, le valutazioni sulla situazione milanese, Spiezia ha sì dato atto dei successi incassati dal pool di "Ilda la rossa" contro il crimine organizzato. Ma ha anche sottolineato le criticità della interpretazione del suo ruolo da parte della Boccassini, sia nei rapporti con la Dna sia all'interno del pool milanese da lei diretto. Critiche, quelle relative a scarsa collaborazione e dialogo difficile, che in passato anche Borrelli e caselli le avevano mosso. ma Spiezia ha "pagato" il suo osare: il nuovo capo della Dna, Franco Roberti, di fronte alla arrabbiatura della Boccassini ha infatti deciso che non sarà più il magistrato napoletano ad occuparsi di Milano. Al suo posto un altro sostituto nazionale, Anna Canepa. 

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Commenti all'articolo

  • guifra35

    03 Marzo 2014 - 21:09

    Guarda se per caso il sostituto Filippo Spiezia non fosse politicamente neutrale o addirittura non schierato a sinistra.

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  • silvano45

    20 Febbraio 2014 - 21:09

    non ci resta che sperare o sognare un nuovo giorno come il 14 luglio del 1789 in cui democrazia e libertà unirono un intero popolo e chiesero ad una classe dirigente incapace incompetente e per usare un eufemismo sprecona conto dei loro misfatti.E fu un giorno luminoso per la democrazia.

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  • ego1

    20 Febbraio 2014 - 19:07

    Il metodo è incruento ma la logica è la stessa.

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  • alvit

    20 Febbraio 2014 - 15:03

    non è mai stato un tribunale democratico o meglio è democratico come lo è il partito che lo rappresenta. Il tribunale di Milano, le toge di questo tribunale, sono tutte vendute al partito maxista leninista. Chi non la pensa al loro stesso modo, sono nemici da eliminare.Mi diceva un personaggio che lavora a stretto contatto con questi, che bisogna sempre stare molto attenti a non pestare nessun piede altrimenti trasferimenti e contumelie. Guai a non riverirli e indorarli, sei finito anche se sono molti anni che collabori all'interno. La "rossa" di capelli e di partito, ma nera nell'anima, è molto permalosa e sospettosa. Questi poi, sono lo specchio di molta magistratura che ci giudica e comanda.

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