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Nones e Kehrer a 7000 metri

Bloccati dal maltempo

Nones e Kehrer a 7000 metri
Bolzano -Nones e Kehrer, i due alpinisti in difficoltà da giorni sul Nanga Parbat, sono bloccati a quota 7000 metri a causa di una violenta tormenta di neve. Da poco sono riusciti a mettersi in contatto telefonicamente con i soccorritori, Maurizio Gallo e Silvio Gnaro Mondinelli, al campo base. A causa delle pessime condizioni meteo gli alpinisti hanno trovato difficoltà ad orientarsi sul ghiacciaio Bazin e ora si trovano in prossimità della via di  Buhl, il percorso scelto dai due per la discesa. Visto che la tormenta di neve che li ha sorpresi non accenna a placarsi, Nones e Kehrer, provvisti di viveri e gas, hanno deciso di accamparsi ancora per questa notte e riprendere la discesa al campo domani mattina.
Ieri i due alpinisti italiani bloccati sul Nanga Parbat, sulla quale hanno perso il capo spedizione Karl Unterkircher precipitato in un crepaccio martedì scorso, sono riusciti a comunicare con il telefono satellitare lanciato dall'elicottero di soccorso della missione organizzata per recuperarli. Per pochi istanti  Nones (nella foto) e Kehrer  hanno parlato con i propri soccorritori, inviando riassicuranti messaggi sulle loro condizioni di salute. "Siamo fuori dalla via, stiamo bene ", hanno detto Walter e Simon. "Siamo all'estremità superiore della via Buhl. Domani mattina iniziamo la discesa. Abbiamo gli sci”.
Cosi oggi i due, dopo essere riusciti a uscire dalla parete del Rakhiot (7000 metri), avrebbero presumibilmente dovuto iniziare la discesa dal ghiacciaio Bazin seguendo la via Buhl, una linea molto lunga che circumnaviga il versante sinistro del Nanga Parbat. Ma il maltempo li ha fermati.

Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo, i due componenti della missione di soccorso organizzata da Agostino da Polenza, si trovano ai piedi della parete Rakhiot e hanno già raggiunto il campo base avanzato dove si spera possano giungere presto anche Nones e Kehrer. Nonostante le condizioni meteo non siano buone e cielo sia notevolmente coperto, non è escluso che nel pomeriggio, in caso di schiarita, i due soccorritori effettuino una ricognizione. Lo scopo è quello di individuare la precisa linea di discesa di Nones e Kehrer, impegnati su un ghiacciaio ampio e pericoloso.  «Piove ancora - racconta Gallo - le nuvole sono basse, il tempo è davvero cupo. La parete non si vede perché c’è troppa nebbia, speriamo che più avanti si alzi e ci sia qualche schiarita. La nostra speranza è comunque quella di poter fare una ricognizione in volo per capire dove Walter e Simon si stanno muovendo: il ghiacciaio che devono attraversare è molto ampio e complesso».
Nones e Kehrer sono usciti ieri pomeriggio dall’insidiosa parete Rakhiot del massiccio pakistano, sulla quale hanno perso il capo spedizione Karl Unterkircher precipitato in un crepaccio martedì scorso. L’hanno superata seguendo una linea nuova, verticale e difficoltosa, che sale nel centro esatto della parete. Ora stanno scendendo dalla via Buhl, una linea molto più lunga, che invece circumnaviga il versante della mont agna sulla sua sinistra.



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