Cerca

Inchiesta Bari, il premier

non sarà ascoltato

Inchiesta Bari, il premier
Il presidente del Consiglio non sarà interrogato nell'ambito dell'inchiesta di Bari. Parola del procuratore di Bari Emilio Marzano, il quale spiega che «convocare Silvio Berlusconi al momento è un'ipotesi astratta». Al centro del'inchiesta di Bari vi è l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, indagato per induzione alla prostituzione. «È costume di questo ufficio sentire le persone quando sono essenzialmente indispensabili per chiudere le indagini e allo stato non è ravvisabile questa situazione», sottolinea ilprocuratore a proposito della possibilità di convocare il premier. Una possibilità su cui si era invece mostrato possibilista nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Marco Dinapoli. Rispondendo ai giornalisti, Marzano ha ribadito: «Chiamiamo solo chi è necessario sentire e al momento non pare che ci sia la necessità di sentire Berlusconi».

Inchiesta di Bari: politica o gossip? - «L'inchiesta di Bari è politica o gossip?» La domanda è stata posta dal settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, diretto da Alfonso Signorini e in edicola domani, ai sette direttori dei tg nella rubrica 'I magnifici 7'.
Secondo Augusto Minzolini, alla guida del Tg1, «la vera inchiesta di Bari riguarda la malasanità, 700 milioni di euro di appalti rubati alle tasche degli italiani. Questa è politica. Ma i media ammalati di gossip prediligono la escort-story». La accosta al gossip il direttore del Tg3 Antonio di Bella: «E Lewinsky/Clinton, e Sarko/Rachida? Il confine è ormai labile. Ma se c'è un'inchiesta della procura, l'unica cosa da fare è mandare un inviato sul posto e valutare se quel che ha raccolto ha interesse pubblico o no». L'inchiesta di Bari è un po' gossip e un po' politica per Clemente J. Mimun del Tg5: «È un mix. Difficile non notare che non si parli più dell'ipotesi tangenti sugli appalti sanitari in una Regione, la Puglia, governata dalla sinistra, ma solo di signorine ingaggiate per feste nelle case di personaggi influenti, residenze del premier comprese. Il Tg5 ha parlato di tutto». Senza mezzi termini il numero uno del Tg4, Emilio Fede, parla della «azione di una muta di cani famelici non sono degni nè del gossip, nè della politica, nè di una società civile. Schegge impazzite». Giorgio Mulè, direttore di Studio Aperto, difende Berlusconi e spiega: «È un'inchiesta che viene, allo stato, usata per fini politici nel tentativo di indebolire e offuscare l'immagine di Berlusconi. Per fare questo, giornali che hanno fatto del rigore la loro bandiera hanno temporaneamente ammainato il vessillo cedendo al gossip più becero». Di semplice 'politica' parla Antonello Piroso, Tg La7: «Politica, ahimè. Perchè lambisce un politico. Se in un'intercettazione un soggetto parla di ragazze da lui pagate per andare a feste a casa del premier, non può che essere così. Ricordando però che il premier non è indagato. E che chi lo vuole battere lo deve fare sul terreno della politica, e non del gossip». Esclude si tratti sia di politica sia di pettegolezzo Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24: «Nè l'uno nè l'altro. Si tratta semplicemente di un'inchiesta giudiziaria che per il suo contenuto può avere risvolti di gossip e che impatta sulla politica italiana nel momento in cui riguarda anche il presidente del Consiglio».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog