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"Sì all'analisi preimpianto"

Tribunale contro la legge 40

"Sì all'analisi preimpianto"
Sconcerto, disapprovazione, aspre critiche e polemiche. Non è passata di certo inosservata e sotto silenzio la decisione del tribunale di Bologna, che ha detto sì all’analisi preimpianto dell’embrione, facendo saltare i paletti della legge sulla feconda­zione artificiale. E immediatamente piovono critiche e polemiche. L’ordinanza, deposi­tata due giorni fa, aggiunge novità e rafforza, con una se­rie di chiarimenti, la senten­za della Corte Costituzionale dello scorso marzo che in pra­tica aveva abbattuto i limiti più invisi alla comunità scientifica. L’ordinanza, firmata da Chiara Gamberini, risponde a una coppia di Firenze che dopo aver messo al mondo un bambino affetto dalla distrofia di Du­chenne, trasmessa dalla ma­dre, si era rivolta al centro Tecno­bios di Bologna per avere un secondo figlio attraverso la fecondazione assistita. Il centro aveva però dichiara­to di non poter analizzare, per legge, l’embrione. I genitori lo scor­so luglio avevano presentato un ricorso attraverso Gianni Baldini, esperto di biodiritto. Ora, l’ordinanza del giudice bolognese stabilisce invece che le tecniche potranno esse­re utilizzate anche da coppie non sterili che hanno già avu­to bambini concepiti in modo naturale, ma che sono nati con gravi patologie di origine ge­netica. “Il di­vieto di diagnosi preimpian­to pare irragionevole e incon­gruente col sistema normati­vo se posto in parallelo con la diffusa pratica della dia­gnosi prenatale, altrettanto invasiva del feto, rischiosa per la gravidanza, ma perfet­tamente legittima”, si legge nella sentenza.. Questa procedura deve dunque esse­re ritenuta “ammissibile co­me il diritto di abbandonare l’embrione malato e di otte­nere il solo trasferimento di quello sano”.


Un secco ‘no’ alla decisione del tribunale di Bologna arriva a gran voce da Luca Volontè, parlamentare dell’Udc: “L'ordinanza conferma che la sentenza della Corte Costituzionale del marzo scorso non era un caso isolato. Assistiamo ad una deriva giurisdizionale in aperto contrasto con la legislazione italiana”. Secondo Volontè “i giudici non possono sostituirsi al Parlamento né, in questo caso, al popolo italiano, che quattro anni fa, in occasione del referendum, aveva confermato la bontà della legge 40. Il sottosegretario alla Salute,Eugenia Roccella, presenti quanto prima le nuove linee-guida sulla procreazione, che siamo pronti a sostenere”. Fortemente critico anche il Centro di Bioetica dell'Università cattolica di Milano. Il direttore del centro, il professor Adriano Pessina, ‘accusa’ lo stravolgimento della legge stessa: “In un solo colpo viene vanificato il lungo dibattito che si è avuto nel Paese e nel Parlamento, rendendo carta straccia tutte le riflessioni dedicate alle problematiche etiche della generazione umana tese a garantire il riconoscimento e il valore della vita embrionale, anche se malata". Con la decisione del tribunale di Bologna "queste tecniche cessano di essere pensate come 'terapie’ in senso lato per la sterilità, e diventano mezzi per il 'controllo di qualita" dei figli generati in provetta e successivamente selezionati in base a criteri di salute. Niente di diverso rispetto all'eugenetica, se non il fatto che non è imposta dallo Stato”.


Sconcertata, infine, si è detta il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, la quale parla di invasione di campo da parte della magistratura nella volontà popolare. “Si tratta di un vero e proprio tentativo di riscrittura della Legge 40”, ha detto la Roccella, “perché la sentenza del Tribunale di Bologna non ha nessun collegamento con la sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima la 40. Al di là delle questioni etiche o non etiche qui la magistratura non ha dato una sua interpretazione della legge, ma ha tentato di riscriverla. Ed è una riscrittura - ha concluso - che dimostra che le decisioni del Parlamento non sono tenute in considerazione. Ora aspettiamo le motivazioni della sentenza e poi vedremo come muoverci”.

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Commenti all'articolo

  • jack1980

    01 Luglio 2009 - 20:08

    Sono assolutamente d'accordo con la decisione del tribunale di Bologna.

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