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Cena da 700 euro al ristorante

Il titolare: hanno chiesto di tutto

Cena da 700 euro al ristorante
Come reciterebbe la reclame di una nota carta di credito, una cenetta nella Capitale in compagnia della persona che ami non ha prezzo. La realtà è ben diversa e molto più che salata: 579,50 euro più i 115,50 di mancia. Totale: 695 euro. Lo sanno bene due fidanzati giapponesi in vacanza a Roma che si sono visti sventolare la cifra al tavolo del ristorante “Passetto”, a pochi passi da piazza Navona, lo scorso venerdì 19 giugno.
Per Franco Fioravanti, il titolare del ristorante, i conti però quadrano. Perché, come racconta a Libero-News.it, “non si sono trattenuti”. Per il solo bere, “hanno speso 108 euro: una bottiglia di vino, ma anche due birre e poi altre bibite”. E cosa hanno mangiato di così particolare per arrivare a spendere 700 euro, mancia inclusa? “Hanno mangiato tutto di particolare”, risponde.
Un menu particolare - Ecco allora il menu che avrebbero ordinato i due fidanzati: 12 ostriche, una gratinata, diversi scampi, “di quelli grossi che ovviamente costano di più di quelli normali”, 2 funghi porcini arrosto. E non finisce qui perché “hanno chiesto anche 2 aragoste da 2 chili ciascuna, che vengono 104 euro a testa”. Poi ancora pesce: una spigola di mare da un chilo e mezzo. Per concludere “frutta, tanta frutta, e un gelato”.
Il programma dei due turisti, stando alla loro testimonianza, era già tutto bello che scritto: visita ai luoghi più affascinanti della città eterna e poi una nella splendida cornice del centro storico, prima di rimettersi in marcia per rimanere a bocca aperta di fronte al Colosseo. A bocca aperta ci sono rimasti non appena hanno visto il conto.
Invece che all’arena, hanno fatto una capatina al commissariato Trevi Campo Marzio, dove i due giovani hanno denunciato per truffa il ristorante di via Zanardelli.
Inizialmente la coppia giapponese aveva pensato ad un errore, ma i dubbi sono venuti meno quando sono tornati in possesso della carta di credito: sulle ricevuta risultava che al totale era stata addirittura aggiunta una mancia di 115,50 euro. Giusto per non farsi mancare niente.
“D’altra parte se non volevano pagare la mancia”, incalza Fioravanti, “bastava che me lo dicessero prima che io passassi la carta di credito. La mancia è facoltativa, possono darla o meno. Loro non hanno detto niente e così nel conto c’è anche quella”.
A quel punto è scattata la protesta dei clienti che si sono rivolti alla polizia.
L'intervento della polizia - Gli agenti hanno effettuato i controlli, dai quali è emerso che i prezzi praticati ai due giapponesi non corrispondevano a quelli indicati nel menù. Indicativamente, vanno dai 45 ai 65 euro, bevande escluse. Già che c'erano, i poliziotti del commissariato Trevi hanno richiesto i controlli sanitari da parte del Servizio igiene alimenti e nutrizione della Asl RmA, che ne ha disposto la chiusura per gravi carenze igienico sanitarie, dopo aver riscontrato problemi strutturali, ambienti sudici e frigoriferi non funzionanti.
"Un dramma per l'immagine della città" - "Quello che è capitato ai due giovani turisti giapponesi è purtroppo diventata consuetudine in alcuni esercizi pubblici della città",  afferma in una nota Alessandro Tannini, presidente della commissione Turismo e moda del Comune di Roma. "Ci sono dei ristoratori che con il loro comportamento scorretto rovinano l'immagine di Roma all'estero, molti commercianti sono onesti e ospitali nel confronti del turista straniero, ma per pochi disonesti a rimetterci è tutta la categoria".
La retata della polizia non si è limitata al “Passetto”: i provvedimenti di chiusura sono scattati per altri due locali in seguito, anche in questo caso, al riscontro di gravi carenze igienico – sanitarie, mentre altri tre sono stati sanzionati per violazioni sanitarie meno gravi.

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  • rugantino

    03 Luglio 2009 - 08:08

    sicuramente la si trova sul menù di quel ristorante.... l'intervento di lombard sa di assurdo-arrostisto. ""COME E' SUCCESSO AI MIEI GENITORI CHE, PER SFUGGIRE ALLA FAME ED AI BOMBARDAMENTI, AI TEMPI DELLA 2 GUERRA MONDIALE, EMIGRARONO A ROMA.... "" caro lombard, i tuoi genitori ti hanno detto una grossa fregnaccia: se volevano sfuggire alle bombe della guerra - roma - era la città da evitare, vedi come interi quartieri venivano rasi al suolo; la fame?, non ce ne era per i romani, pensa per gli altri!; quindi, si veniva a roma ... per cercare di vivere con espedienti vari perchè la fame nei paesi e nelle campagne veniva tenuta a debita distanza .... lavorando sodo!! L'articolo di Libero e preciso con nomi -fatti - e circostanze; leggevo la stessa notizia su 'il tempo' e parlava della cosa (credo sia lo stesso fatto) in modo generale e senza indicazioni di nomi o altro: http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/02/1043134-schifo_italia_furbi.shtml - mi ha colpito la reazione spropositata di un intervento di un certo 'ale' che si pone nel seguente modo, è doveroso riportarla: """ tutti quelli ke hanno scritto sopra sn dei deficenti ke prima di parlare dovrebbero sapere le cose come stanno veramente. io sn il figlio di uno dei proprietari del ristorante "accusato" ingiustamente di un reato non commesso. Non è colpa mia se roberto arditti nn ci capisce una miseria di tutto quello ke è successo ,farà lui skifo nn "noi furbi" come ti piace kiamarci. perchè non avete messo la foto del menu su internet? forse perchè dopo in giro si cominciava a sospettare qualcosa. quei "poveri" giapponesi si erano addirittura inchinati(in segno di saluto)per rispetto e poi,voglio vedere quanto spende Alemanno insieme alla ragazza ad un appuntamento. Poi ho letto ke solo il prezzo del pane è stato rispettato. Ma se ho letto ke un'aragosta viene 104 euro e,se la matematica nn è un opinione,104 x 2 =208 ,quello che è scritto sullo scontrino quindi è il prezzo corretto. Vergognatevi voi di dire ke facciamo schifo se nn sapete niente state ZITTI.allora perchè hanno FIRMATO il pagamento? """" vedi lombard, se è vero ciò che riporta Libero - che ad un controllo sanitario - non avete brillato per rispetto di leggi e normative, come pretendi di pontificare enunciando miliardi di mali che sarebbero provocati dalla città quando tu, nel tuo piccolo, non fai che la stessa cosa se non di peggio?

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  • kumachan

    02 Luglio 2009 - 09:09

    E che il comune la rivenda per coprire parzialmente il danno di immagine. E sti due giapponesi avrebbero mangiato quasi tre chili di pesce a testa ed altri chili di frutta? Senza contare che con tutto l'alcol che il ristoratore dice che hanno bevuto avrebbero dovuto essere in coma etilico all'ospedale e non sobri in commissariato. Sparite e basta! Comunque il ristoratore legge poco, perché era già sucessa a Venezia ed i giapponesi al tempo hanno pagato senza fiatare, sono usciti dal ristorante ed entrati questura in 10 secondi netti. Il risultato é stato lo stesso di Roma: chiusura del locale e senso di vergogna per la città.

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  • 0836Cira

    02 Luglio 2009 - 09:09

    oltre al ristorante le scuse dovrebbe fargliele il sindaco Alemanno come capo di una città che lui lascia che certe cose avvengano.Gli italiani non cambiano mai il vizietto di fregare il forestiero pensando che tanto non lo si vedrà mai più,mentre non sanno quanto male fanno all'immagine

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  • DESDEMONE

    02 Luglio 2009 - 09:09

    Questo non è lavorare è rubare,...io glielo chiuderei per 2 anni il locale.

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