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Mestre, in retro in trangenziale

Arrestato camionista rumeno

Mestre, in retro in trangenziale
In tangenziale in retromarcia al volante del suo tir come se fosse la cosa più normale del mondo, tanto da inveire contro gli altri colleghi con cui ripetutamente ha rischiato di fare - per così dire - un "frontale". È successo all’alba di martedì, quando il centralino del 113 è stato letteralmente preso d’assalto dalle telefonate dei camionisti che hanno avuto la disavventura di transitare nel tratto della A57, direzione Trieste, fra Mestre e Quarto d’Altino: “C’è un pazzo che procede con la retro ingranata e non sente ragioni”.
L’autoarticolato, che trasportava collettame, aveva targa rumena, come rumeno è risultato E.T. il quarantunenne che lo guidava e che è finito a smaltire la sbronza in cella. A fermarlo, non senza fatica e ad arrestarlo, sono stati gli agenti della Polstrada di Mestre. Quando i poliziotti lo hanno fatto scendere, l’uomo si reggeva in piedi a fatica, e sembrava capire a stento dov’era e cosa stava facendo. Si è rifiutato di esibire i documenti di identità, preferendo porgere il libretto del suo "bisonte". La prova del palloncino poteva sembrare assolutamente superflua, visto che a testare l’abuso stratosferico di alcol bastavano le zaffate alcoliche che investivano gli agenti ogniqualvolta l'uomo apriva bocca. Ma la legge è legge. Tuttavia quando uno dei poliziotti si è fatto avanti per sottoporlo all’esame, lo straniero gli ha afferrato la mano e gliel'ha storta fino spezzargli due dita (25 i giorni di prognosi). L’uomo allora è stato placcato e reso inoffensivo, ma il suo show non era finito: recuperato un barlume di ragionevolezza, ha tentato di corrompere la pattuglia offrendo euro in contanti. L’arresto è scattato alle 4.20. Oltre alla contestazione della guida in stato di ebbrezza alcolica e della vietatissima manovra dell’avanzare in retromarcia in autostrada, gli sono state contestate la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni. Veicolo sequestrato e patente ritirata.

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