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Belluno, un trans carcerato:

"Violentato da un agente"

Belluno, un trans carcerato:
 Sesso in carcere. La magistratura indaga su un episodio denunciato da un trans detenuto a Baldenich. Secondo quanto denunciato dal transessuale, una guardia carceraria lo avrebbe costretto a un rapporto orale, abusando così della propria posizione di forza nei confronti del detenuto.A rafforzare la sua denuncia, il trans avrebbe consegnato un sacchettino dove aveva riversato il liquido seminale conseguente all’atto sessuale. Il tutto sarebbe dunque stato sequestrato dagli stessi colleghi del poliziotto penitenziario e consegnato in Procura.

Il magistrato non commenta - Il magistrato di turno, il sostituto Martina Gasparini, che preferisce non commentare la notizia, avrebbe dunque aperto un’indagine per verificare l’attendibilità della denuncia nei confronti della guardia.
Sulla questione, estremamente delicata, come è comprensibile vige il più totale riserbo. Da quanto si è potuto apprendere, all’interno del carcere i colleghi della guardia accusata non escludono che si possa trattare di un’accusa totalmente inventata dal transessuale in questione, magari per poter essere trasferito o cercare di ottenere altri benefici.

L'area riservata del carcere - I detenuti transessuali occupano un’ala apposita nella casa circondariale di Baldenich, ristrutturata da poco in seguito alle disposizioni del decreto presidenziale di Carlo Azeglio Ciampi emanato dopo le rivolte carcerarie del 2000. In virtù delle cure ormonali cui vengono sottoposti per sviluppare e mantenere caratteristiche fisiche femminili hanno spesso reazioni particolari e vengono considerati detenuti a rischio. Per quanto riguarda comunque l’episodio denunciato l’altro giorno, secondo il detenuto non sarebbe stata la prima volta che quella guardia avrebbe approfittato del suo ruolo per costringere gli ospiti dell’ala trans a rapporti sessuali.
Stavolta, con la consegna del liquido seminale la denuncia potrebbe essere suffragata da una prova importante. Sta ora alla Procura, che effettuerà le analisi del Dna per stabilire a chi appartenga lo sperma raccolto nel sacchetto dal detenuto e consegnato ai colleghi dell’accusato, portare avanti le indagini.
Il caso è delicatissimo e, se l’accusa lanciata dal detenuto si rivelasse fondata, ciò potrebbe avere effetti molto pesanti sulla struttura carceraria, la cui ala destinata ad accogliere i trans è considerata un vero fiore all’occhiello dell’edilizia carceraria nazionale.

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Commenti all'articolo

  • luigigiggi1962

    06 Luglio 2009 - 18:06

    Non credo proprio che era leghista o pdl.*** ma credo che sia proprio del tuo partito perche a voi queste cose vi piacciono da pazzi, tanto che le portate anche in parlamento per tenerle/o pronto all'uso , questo non vi basta e andate anche per strada a cercarle/o. Vedi Caso Sircana. E vai Berlusconi

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  • uycas

    04 Luglio 2009 - 12:12

    la guarduia carceraria od era leghista oppure gay represso.

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