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Altro conto salato al Passetto

Ancora giapponesi le vittime

Altro conto salato al Passetto

“Se ci chiamate anche da Milano, vedi che pubblicità che ci state facendo”, aveva confidato a Libero-news.it Franco Fioravanti, il titolare del ristorante “Il Passetto” di Roma che ha fatto pagare 700 euro per una cena ad una coppia di giapponesi in visita nella città eterna. In effetti, di pubblicità se n’è fatta tanta, ben oltre i confini d’Italia. Fino nel Sol Levante, dove la notizia ha avuto ampio risalto.
Nuove vittime - Merito, anche, di un’altra coppia di turisti giapponesi che ha dichiarato di aver subito lo stesso trattamento un mese fa. Le vittime sono due studenti che, consultando una guida di Roma, intravedono nel “Passetto” un bel posto dove fermarsi a mangiare. Piazza Navona a due passi, nel cuore della capitale: il gioco è fatto. Arrivano e ordinano dieci fette di prosciutto, due primi (uno con l’astice, l’altro con funghi, ma non porcini), un pesce bianco diviso in due, altri funghi – stavolta porcini – come contorno, vino e caffé.
È il momento del conto e pure stavolta è salato: 352 euro. Per la precisione: 293 euro per il cibo, 59 euro di tasse sul conto finale. Uno scontrino che i due studenti hanno ricordato molto bene ed è bastata la truffa subita dai compatrioti perché anche loro chiedessero giustizia. O per lo meno, che i conti tornassero.
“Confrontando i prezzi indicati sul menu e quelli realmente praticati – fanno sapere gli inquirenti – risulta una maggiorazione di 100 euro, oltre ai 59 euro di tasse non dovuti”. Per di più “hanno fatto pagare 48 euro un vino scadente e 18 euro per cinque funghi contati”. Un danno d’immagine per Roma, i suoi ristoranti e anche per la nostra cucina.
Le truffe sono riuscite per merito del modus operandi degli artefici: secondo la polizia, i camerieri avvicinano i clienti con modi affabili, li fanno entrare nel locale e mostrano il pesce in esibizione. Il menù non compare e quando i clienti scelgono l’aragosta, arriva la fregatura: sa di astice. E il conto sale.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    07 Luglio 2009 - 09:09

    Quello che non riesco a capire in questa nazione di ladri e lestofanti, è l'assenza totale dei controlli. Siamo di una fantasia da sballo nel fare le leggi, soprattutto quelle garantiste (visto l'art.7,vista la circolare minis.n.457, vosto il secondo comma del DPR n. 3476 etcetc )ma poi una volta fatte buttiamo il faldone in un angolo e chi vuole -Cristo che se lo preghi. Nessuno controlla, cito ad esempio il limite di velocità in autostrada, avete mai visto la polizia che ferma qualcuno? O che controlli? Molti corrono a tavoletta. E così con i ristoranti. Vi sono leggi per l'esercizio di tali attività da scoraggiare chiunque a fare il furbo. Invece camerieri in nero,prodotti taroccati venduti per DOC o DOP, pesci surgelati per freschi etc etc . Ed alla fine conto da svenimento, come quelli che fanno agli sceicchi. E nessuno controlla, nè un finanziere, nè un carabiniere dei NAS nè un vigile sanitario, nè la ASL con i suoi uffici di igiene e sanità pubblica. Tutto è lasciato al caso. Ricordate striscia la notizia quando evidenziò la diversità nel fare di conto degli osti di Venezia , a seconda se eri veneto o meno? Striscia scova e le forze di polizia preposte no? Che fanno si fanno le pippe? E così devono sempre essere i clienti a prendere iniziativa, a denunciare e ad affrontare un processo civile con cause rinviii ed avvocati che ti mangiano vivo peggio del ristoratore. Rialzati Italia, dice il motto, però per rialzarsi bisogna che ogni tanto si usi il bastone. Senza bastonate non si va da nessuna parte.

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