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Genova, imprenditore accusa

"A sinistra volevano mazzette"

Genova, imprenditore accusa
 “Due consiglieri comunali mi chiesero un milione e 400 mila euro per cambiare la destinazione d’uso di un’area”. La dichiarazione, rilasciata al sostituto procuratore Francesco Pinto e riportata dal Secolo XIX, è il tassello che gli inquirenti andavano cercando da due anni e che sono certi di aver trovato, almeno in parte, nelle parole di Michelino Caparelli, immobiliarista lombardo e titolare della “Fontessa srl”.
L’affare intorno al quale ruota la presunta “madre” delle mazzette è la compravendita d’un vasto appezzamento a Genova, dove sorgeva un tempo l’ex oleificio Gaslini a ridosso del torrente Polcevera, e dove s’intendeva realizzare un centro commerciale. Per questo business, Caparelli, l’imprenditore Gino Mamone, gli ex consiglieri comunali Paolo Striano (ex Margherita) e Massimo Casagrande (Ds) sono indagati per corruzione.
“Io non sapevo cosa fare – ha proseguito Caparelli di fronte agli inquirenti - e il venditore di quella stessa superficie, Gino Mamone (leader della Eco.Ge, gigante delle bonifiche, accusato a sua volta di aver “pilotato” decine di gare) mi disse di stare fermo. Ai politici ci pensava già lui. Una cosa è certa: i discorsi sui soldi per gli amministratori pubblici erano tutt’altro che sparate”.

 

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Commenti all'articolo

  • luckystrike

    18 Luglio 2009 - 10:10

    Questa litania l'ho sentita x parecchi anni.Adesso tolto il velo si scopre che così fan tutti e si cerca di minimizzare...vero compagni?

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  • gabrilella

    17 Luglio 2009 - 16:04

    tutti contro il capitalismo ma poi tutti vogliono essere capitalisti. mah

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  • antari

    17 Luglio 2009 - 14:02

    mah! Lo sanno tutti che il politico lavora solo per arricchirsi e per favorire se stesso. Non ci vedo nulla di nuovo!

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