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Belluno, lezioni hot in classe

Denunce e querele

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Belluno, lezioni hot in classe
 

Temi osè in classe, interrogazioni a sfondo sessuale. Le originali tecniche di insegnamento della prof di tedesco hanno scatenato una guerra vera e propria all’istituto tecnico commerciale di Santo Stefano di Cadore con una serie di denunce e controdenunce.

La donna, E.P., 50enne cadorina, si trova ora indagata dalla procura per maltrattamenti nei confronti di minori. Come misura cautelare il tribunale di Belluno l’ha sospesa a tempo indeterminato dall’insegnamento. La spinosissima vicenda si sarebbe svolta tutta fra le aule della classe dove insegnava la docente nell’anno scolastico da poco concluso alla ragioneria di Santo Stefano, una scuola superiore.

I ragazzini hanno cominciato a provare disagio nei confronti dei metodi adottati dalla prof che li avrebbe chiamati alla lavagna e avrebbe chiesto loro di tradurre in tedesco i nomi dati dai popoli germanici agli organi genitali femminili e maschili, o all’atto sessuale. Anziché fermarsi di fronte all’imbarazzo e alle proteste dei ragazzi, tutti minorenni, in classe si sarebbe scatenata una vera guerra, con le accuse da parte degli studenti, avanzate tramite i genitori riunitisi in comitato, di botte e offese. Il colmo si sarebbe raggiunto quando in occasione di un compito in classe di tedesco, la prof avrebbe chiesto alla classe di redigere un tema su un fatto di cronaca riguardante una escort, approfondendo quindi la scabrosa tematica del sesso a pagamento. Da lì è scoppiata la rivolta.

Un pezzo dai toni senz’altro forti,
secondo quanto commenta l’avvocato difensore di E.P., Paolo Patelmo, “ma che dei ragazzi di 17 anni sono certamente in grado di affrontare”. Quello che non torna, secondo il legale, sono le accuse nei confronti della docente, che viene descritta come una persona morbosa mentre invece il suo comportamento, a sentire chi la conosce bene, sarebbe più incline al "bacchettone".
Secondo l’avvocato Patelmo, che ha già fatto sottoporre la prof ad una visita psicologica ed è in attesa della relazione del perito, la donna è stata vittima “di un comportamento persecutorio da parte degli alunni”. Non ci sarebbero state dunque interrogazioni hard o temi scabrosi, ma semmai una serie di atteggiamenti degli studenti, sfociati spesso in offese vere e proprie che hanno portato la donna, a suo tempo, a scrivere una lettera al ministero denunciando di essere lei la vittima del mobbing messo in atto dai ragazzi. Uno, che l’avrebbe chiamata con un epiteto altamente offensivo in classe, è stato querelato.
Un’altra denuncia, stavolta per omissione di atti di ufficio, anticipa il difensore, si profila invece nei confronti del preside Renzo Zagallo per non aver effettuato alcun procedimento disciplinare nei confronti degli studenti, di cui il legale ha avanzato richiesta ufficiale.
Per il legale la prof sarebbe stata vittima di pressioni da parte dei suoi studenti e avrebbe reagito con atti di ribellione ai loro soprusi.

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