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Sicilia, brucia riserva naturale

In Sardegna allerta rientrata

Sicilia, brucia riserva naturale
Le fiamme danno tregua alla Sardegna, dove i roghi sembrano essere stati tutti spenti. Brucia invece la Sicilia, dove l'emergenza continua: dopo i roghi di domenica nell’Agrigentino, nel Messinese e nel Catanese, le fiamme sono divampate anche nella Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile, nel Siracusano. E mentre è stato domato dalla squadre della Forestale l'incendio che si era sviluppato in contrada Cannitello Mezzo cane, un altro rogo è divampato a poca distanza, in contrada Montedoro. La circostanza sembra avvalorare l'ipotesi dolosa, avanzata fin dal primo momento. Nella zona stanno operando nuovamente gli elicotteri del centro operativa antincendio; è stato inoltre richiesto l'intervento di due Canadair.
Intanto in Sardegna l'allerta rimane alta: gli investigatori del Corpo forestale regionale sono a Cagliari con il comandante Delfo Poddighe per fare il punto sulle indagini dopo gli incendi, la maggior parte dolosi, che hanno devastato l'isola. Diverse le Procure che hanno già aperto fascicoli, al momento a carico di ignoti.

Spagna devastata - Non risulta di certo meno drammatica la situazione in Spagna, che continua a bruciare: finora, secondo quanti riferisce oggi il quotidiano El Paiis, è bruciata una superficie di oltre 70mila ettari di vegetazione, quasi il doppio dei 40mila carbonizzati nel 2009, secondo i dati riferiti oggi da El Pais. Il 16 luglio, 4000 ettari di superficie boscosa sono andati in fumo nelle località di Mojacar e Turre (Almeria), che si aggiungono alle migliaia di ettari arsi nelle province di Lleida, Teruel, Tarragona, Guadalajara, Soria e Burgos. Tragico anche il bilancio delle vittime, con 8 vigili del fuoco uccisi, cinque nell'incendio della scorsa settimana a Tarragona, due a Bercellona e uno a Teruel, e un anziato di 87 anni deceduto a Lleida. Intanto resta, secondo il bollettino della Protezione Civile, il rischio estremo di incendio su tre quarti del territorio spagnolo, a causa delle alte temperature, della scarsa umidità e delle forti raffiche di vento. Nella regione di Las Hurdes, in provincia di Caceres, in Extremadura, il vento ha riattivato all'alba un focolaio di incendio che era stato messo ieri sotto controllo, obbligando l'evacuazione di circa 500 persone.

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