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Evasione fiscale da 1 miliardo

Denunciati 120 imprenditori

Evasione fiscale da 1 miliardo
 Un'evasione fiscale da un miliardo di euro. A scoprirla è stata la Guardia di finanza di Agrigento: un gruppo di 120 imprenditori di Ravanusa e Canicattì attivi nel settore dei metalli e rottami ferrosi è stato denunciato per un maxi giro di fatture false. Per i tutti l'accusa è di dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Le verifiche fiscali delle Fiamme gialle, durate oltre due anni, sono state eseguite nei confronti di cinque società. Recentemente un'altra società, con sede nel comprensorio di Ravanusa e anch'essa operante nella commercializzazione di rottami ferrosi, è finita nel mirino delle Fiamme gialle.

La truffa - Dall'analisi delle movimentazioni bancarie i finanzieri hanno accertato che, sistematicamente, al versamento di un assegno circolare o bonifico bancario che regolava il pagamento di fatture seguiva, contestualmente, una operazione di prelevamento (in contante o con assegno bancario) di pari importo nel quale figurava come beneficiario il rappresentante legale dell'impresa che aveva ricevuto la fattura che documentava la cessione del materiale, diminuito di una somma che, verosimilmente, rappresentava la “provvigione” spettante alla società-cartiera emittente delle fatture per operazioni inesistenti.

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  • agosman

    28 Luglio 2009 - 09:09

    Negli Stati Uniti chi evade le tasse va in galera per anni così come chi truffa o scappa con la cassa specialmente nell'alta finanza. Avete sentito le condanne che infliggono laggiù. Secoli di galera e da quelle parti le carceri non sono come da noi. Dicono che negli USA il contribuente può scaricare tutto e di conseguenza è portato chiedere fatture e scontrini per ogni prestazione che riceve e con questo sistema il controllo sui redditi effettivi è sicuramente efficace. Il risultato? Dicono che le aliquote fiscali sono la metà di quelle italiane. E allora io mi domando da profano perchè il nostro Governo che ama, giustamente, il sistema democratico americano e ce lo indica come un esempio non introduce la riforma fiscale sul modello americano? Lì vedremmo veramente se comportamenti assai diffusi, specialmente in meridione, come non pagare il canone RAI, non pagare il bollo auto e spesso non pagare l'assicurazione RC auto, non pagare le contravvenzioni, non pagare l'ici (quando c'era) non pagare i contributi per i lavoratori, non pagare l'IRPEF dovuta ed altre evasioni, il tutto con il menefreghismo degli amministratori locali, sia un fatto dovuto alla povertà e alla miseria di certe aree del paese o un fatto di furbizia crimunale. Secondo me chi non paga le tasse deve finire in galera come chi rapina o ruba e ci dovrebbe rimanere fino a che non ha sborsato il maltolto. Altro che violazione finanziaria, l'evasione fiscale dovrebbe essere configurato come delitto contro la comunità nazionale da inserire nel codice penale con l'aggravante se commesso da stranieri.

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  • mrjeckyll

    28 Luglio 2009 - 02:02

    Gasparotto!!! ma allora non sei un calmo moderato !?!? un commento così esplicito e passionale, anche tu non riesci a trattenerti ! certo, però, che la loro mentalità dopo anni di colonizzazione ha contagiato anche il nord: io non dovrei dirlo, perchè proprio i veneziani sono i napoletani del nord, infatti se vi fate un giretto per il veneto (dove ora l'evasione non è nemmeno più sufficiente nemmeno a sopravvivere, altro che arricchirsi) vedrete voi stessi la differenza tra la cosìdetta "campagna" (cioè in generale quello che è oltre il ponte senza il quale l'Europa sarebbe isolata!!!) e una fogna a cielo aperto popolata da pendolari italiani vari, fiumi di turisti, orde di vucumprà abusivi ormai legalizzati ma solo di fatto e schiere di zngari che hanno trovato la cuccagna importunando i turisti, sempre che non trovino il colpo fortunato cercando di sequestrare i bambini che giocano in campiello non appena la mamma è un attimo distratta (sapete quante volte è successo?) il tutto con immenso piacere di quei pochissimi veri residenti che cercano con tanta fatica di presentare qualcosa di decente ai turisti che è chiaro, lo si vede benissimo, non tornerebbero a Venezia tanto volentieri. Così i giovani imprenditori, martellati dai controlli della Guardia di Finanza sotto il governo Prodi, devono accettare di vedersi gli africani che vendono continuamente, proprio li davanti al negozio col mutuo, davanti al ristorante vuoto, davanti una carovana di turisti col panino in mano e la pizza tecauei! con i cinesi che ormai sono la MAGGIORANZA dei proprietari, a cui però non frega niente di niente se non gli affari loro. Se siamo arrivati così in basso,e non è un caso ci sia il regno di Cacciari III, allora significa che la colpa è soprattutto dei veneziani, quei rossi della scorsa generazione e la loro mentalità terrona; e pensare che quelli sono spariti coi soldi e ci hanno lasciato questo schifo e un'università di propaganda comunista che riempie la città di studentelli ignotanti intellettualoidi cui il papà compera la casa (non meno di 500mila €)e diventano veneziani, votando ... per Cacciari! Allora penso: forse hanno ragione i komunisti, Berlusconi non serve a niente, qua ci vuole uno Zio Adolfo.

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  • remolabarca

    27 Luglio 2009 - 18:06

    Ma non erano tutti al nord gli evasori con le loro fabbrichette? Vergognatevi meridionali fannulloni!

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  • S.Winston

    27 Luglio 2009 - 16:04

    Propongo un paletto in legno di rovere di un diametro intorno ai 6 centimetri e niente vasellina per quei 120 "imprenditori"

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