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Roma, dal test del Dna

nuove prove contro Bianchini

Roma, dal test del Dna
Le indagini sullo stupratore seriale di Roma si allargano dopo che altre tracce biologiche appartenenti a due donne, ancora non identificate, sono state trovate su un paio di pantaloni di Luca Bianchini. È solo l’ultimo dei risvolti in seguito al test sul Dna eseguito su tracce di liquido seminale. Alla luce di questo risultato i pm Maria Cordova e Antonella Nespola hanno deciso di recuperare gli atti relativi ad una trentina di stupri irrisolti.
Dai riscontri biologici infatti, oltre a quelli di Bianchini, sono stati tracciati con certezza i profili genetici di due donne attualmente non identificate tra quelle che sono state aggredite e che hanno denunciato il fatto negli ultimi mesi.
Fascicoli riaperti - Molti fascicoli contro ignoti sono stati riaperti di recente dopo violenze e tentate violenze sessuali, su indicazione del pubblico ministero Maria Cordova, che coordina il pool che persegue i reati di natura sessuale, con la collega Antonella Nespola. Per Bianchini, dopo la conferma del Dna, è un certo aggravamento dei sospetti a suo carico.
30 indagini - Complessivamente, sarebbero circa 30 le indagini che dovranno esser vagliate nei prossimi giorni. Secondo quanto si è appreso, per prima cosa gli inquirenti procederanno cercando casi simili per "dinamica operativa seguita dall'aggressore"; poi dove il "metodo" può essere sovrapponibile a quello di Bianchini - con aggressioni nei garage, a volto coperto - si procederà al confronto delle tracce di dna repertate.
Nel frattempo l'ufficio del giudice delle indagini preliminari non ha ancora sciolto la riserva rispetto all'istanza presentata dai difensori di Bianchini, perché il loro assistito venga visitato in carcere da un medico. La Procura ha dato parere negativo, non rintracciando i motivi per far sottoporre ad analisi l'indagato, che sinora ha sempre rigettato le accuse.

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    03 Agosto 2009 - 11:11

    dunque il soggetto identificato con il primo test dna quale violentatore, finisce in galera......si trova chiuso in un angolo, e cosa si inventa? un altro test, vedrete sono innocente! Il test conferma la prima tesi e quindi cosa ne scaturisce? Un soggetto che è colpevole e che richiede conferma del test sapendo che lo è, lo si può considerare normale? Signor giudice è malato, non ci sta con la testa, chiediamo l'infermità mentale o le attenuanti! Finezza giuridica, ma speriamo, visto il polverone alzato che questa volta l'esimio soggetto paghi per le sue scorribande. Tanto, fuori rischia veramente tanto.....e in carcere forse qualche problema lo avrà. Girala come vuoi ma sempre rischi alla fine correrà. Almeno che qualcuno preso e colpevole, paghi stavolta....! saluti alla famiglia

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  • ziogianni

    31 Luglio 2009 - 18:06

    Siamo diversi. Dice il Baffino d'alema-i.lama-barcarolo. ***Io non ci trovo nulla di strano riguardo a questo malato mentale. E' una storia "normalissima". In fondo chi si fa rappresentare da travestiti, ex terroristi, vendole, pecorari, grilli, grillini etc, come candidati è quel partito dove certi individui malati trovano terreno fertile. Quel terreno dove pur davanti all'evidenza, dai beceri sarà anche giustificato. (E' "diverso" direbbe il baffino con la mania delle scarpette da 2.000euro). E poi Stoccarda...con lo stupratore dottore...il suicidio della violentata, eletto...si sà da chi...per rappresentare chi suda il salario all'estero. Come siete messi male cari kompagnucci & socetti variopinti. Fate soltanto pena e tenerezza nello stesso tempo.L'ignoranza è il vero male dei popoli, diceva il Grande Ruggero Orlando. L'odio e l'ignoranza non ha mai pagato e mai pagherà! Stolti! Smaltire la bile e rassegnarsi, please!*

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