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Genova, tangenti all'università

Chiesti sette rinvii a giudizio

Genova, tangenti all'università
 Tangenti pretese “per il bene della ricerca”. Documenti inventati “per dare uno stipendio dignitoso” agli scienziati. Consulenze affidate ai famigliari dei professori amici “per ottenere rimborsi che sarebbe meglio non far figurare”. Un sistema che ha causato la richiesta di rinvio a giudizio per Gennaro Schettini, professore universitario ed ex direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'università genovese, e per altri sei imputati. Falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato i reati ipotizzati per gli indagati. Schettini, oltre che per falso e truffa, è accusato anche di concussione.

Il sistema del pizzo all’Università imposto dal “barone” della farmacologia genovese Gennaro Schettini ai suoi ricercatori, e delle consulenze fasulle, assicurate ad amici e parenti a spese dello Stato e di alcuni dei più conosciuti fondi italiani di beneficenza, va verso il processo. Per Schettini, professore universitario, ex direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ateneo genovese ed ex ricercatore del Centro biotecnologie avanzate (Cba) del capoluogo ligure, l’unico a vedersi contestata la concussione, e altri sei, colleghi e famigliari, con cui condivide le accuse di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. Tra le parti lese, prima di tutto ricercatori concussi, ora compaiono anche il ministero dell’Istruzione, l’Istituto Giannina Gaslini e il Cba di Genova.

 

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Commenti all'articolo

  • binariciuto

    03 Agosto 2009 - 18:06

    Gennaro, chiamato da Napoli, non a caso è finito nella forse peggiore scuola nazionale di Farmacologia, quella di Medicina genovese (tutt'altra cosa la Farmacologia di Farmacia genovese, costituita da gente seria e ad alto livello). Gente come lui infanga chi ha sempre lavorato seriamente e senza fare marchette di alcun tipo.

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