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Strappo tra governo e regioni

per i tagli del decreto anticrisi

Strappo tra governo e regioni
 Non è andato bene l'incontro di ieri sera a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i governatori regionali. Dopo lo strappo dei giorni scorsi su Sud, fondi Fas e patto della salute, ieri si sono aggiunte le critiche per i tagli del decreto legge anticrisi al fondo farmaci e al fondo sociale. "La rottura è confermata", ha detto il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani ieri sera al termine dell'incontro, e ha chiesto al premier di intervenire sulla manovra con il decreto correttivo, in particolare sui tre articoli che tagliano 800 milioni ai fondi dei farmaci, 300 milioni al fondo sociale e azzerano il fondo per la non autosufficienza.
Nessun accordo nemmeno sul Piano salute 2010-2011. Le risorse, per Errani, “sono sottostimate e mi piace sottolineare che per parte nostra abbiamo offerto al governo la nostra disponibilità a rivedere il Piano anche per il periodo 2010-2013. Infine, la Conferenza ha chiesto “un atteggiamento più coerente” con le Regioni commissariate per i deficit accumulati sul fronte sanitario.
Il governo: pronti a collaborare - Da parte sua il premier Silvio Berlisconi ha rilanciato facendo leva sugli accordi ''raggiunti nei mesi scorsi su questioni come il Piano Casa e gli ammortizzatori sociali. Vogliamo tornare a quel periodo di collaborazione, da parte nostra c'è tutta la disponibilità a riprendere il dialogo''. Gli ha fatto eco il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto: ''Sui temi sollevati dalle Regioni il governo ha preso un impegno preciso. Il 3 o il 4 settembre ci rivedremo. Ora non poteva che essere un appuntamento interlocutorio''.
"Impreparati" - Ma dove il governo parla di collaborazione, i governatori rispondono manifestando insoddisfazione per l'esito della riunione. ''Di positivo c'è solo che il filo del dialogo viene tenuto in vita fino al 4 settembre'', ha affermato il presidente del Lazio Piero Marrazzo. ''Noi siamo stati rinviati a settembre, ma impreparati sono solo loro'', ha invece sintetizzato Maria Rita Lorenzetti, che guida la giunta umbra. E il pugliese Nichi Vendola ha accusato il governo ''grande confusione''. Non si è sbilanciato il governatore abruzzese Gianni Chiodi: ''Ci vuole maggiore dialogo tra governo e Regioni''.

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Commenti all'articolo

  • mauro0666

    06 Agosto 2009 - 12:12

    vogliono i soldi. non presentano progetti esecutivi.Marrazzo non parla piu' della sanita' e dell'immondizia. Bassolino si sfrega le mano, tanto e' un miracolato del pd, ecc. ecc.Il governo deve tenere duro, i soldi devono finanziare progetti cantierabili e non le consulenze e i famosi corsi regionali fantasma sotto inchiesta in svariate regioni. E' politica, le regioni governate dal centro-sinistra fanno la fronda per tirare una campagna elettorale lunga.Il governo non ci da i soldi, tutti piangono miseria, ma in quanti hanno presentato richieste documentate? per adesso solo la sicilia, e ha preso il dovuto. Caro errani vuoi pesare piu' di tremonti,di brunetta,del cav.Bene dai il buon esempio.

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