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Uccise la fidanzata

Fuori dopo due anni

Uccise la fidanzata
Due anni fa Luigi Campise ammazzò la fidanzata Barbara Bellerofonte a colpi di pistola. Lei veva 18 anni appena. Condannato a 30 anni in primo grado col rito abbreviato, più 4 anni per reati di droga, adesso, dopo 430 giorni di carcere, Luigi è in giro per il paese, a Socerato, ed è stato visto perfino al mare. Il padre della ragazza ha scritto al Corriere della Sera, e il ministro Alfano ora ha detto che manderà degli ispettori, per capire che cosa sia successo.

"L'assassino di mia figlia, Luigi Campise, era stato condannato a 30 anni, grazie alla riduzione della pena perchè processato con il rito abbreviato, oggi dopo soli due anni e mezzo di carcere è stato scarcerato e può girare  indisturbato per le strade di Soverato", ha scritto Giuseppe Bellorofonte. "È successo due anni fa, il 27 febbraio, proprio sotto casa nostra, mentre ci accingevamo a metterci a cena, Barbara era con noi, è passato il suo ragazzo a citofonare e chiedere di lei. È scesa e non è più stata con noi. Dei proiettili che il suo assassino le ha scaricato addosso, uno è andato a segno, conficcandosi in testa: Barbara va in coma, viene portata d'urgenza in ospedale e dopo circa un mese di agonia il 20 marzo 2007 è morta. Ignoro i motivi che hanno indotto la giustizia italiana a liberare l'omicida, ma quello che mi chiedo da padre, da cittadino, da uomo è se è giusto tutto questo. Se è giusto additare ai nostri giovani questo esempio di comportamento e far capire che in Italia tutto è permesso e possibile, compreso un omicidio, tanto poi si riesce a trovare il modo di essere liberati. Non riesco ad aggiungere altro, non ho più niente da dire, le lacrime io e mia moglie le abbiamo finite da un bel po', mi resta solo l'amarezza di sapere che l'assassino di mia figlia è libero".

Alfano: indagine- «Ho immediatamente incaricato i miei ispettori di fare degli accertamenti preliminari per acquisire delle informazioni in tempi rapidissimi e per comprendere subito, già oggi, come è potuto accadere. E dunque - ha detto il ministro Alfano in un'intervista al TG5 -ho inviato gli ispettori in via d'urgenza». Alla domanda su cosa si sente di dire alla famiglia della giovane uccisa, il Guardasigilli esprime «un senso di forte vicinanza ai famigliari della ragazza uccisa, al papà che ha scritto questa mattina al Corriere della Sera. Ma soprattutto - aggiunge - una considerazione: a volte l'ossequio formale della legge contrasta fortemente con il senso profondo di giustizia di ciascuno di noi. Quando ciò accade, evidentemente qualcosa non va». «Verificherò con gli ispettori se la legge è stata rispettata. Se l'ossequio formale alla legge vi è stato - conclude Alfano - probabilmente occorrerà fare una valutazione approfondita sulla correttezza della legge».

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    11 Agosto 2009 - 11:11

    non ho mai avuto fiducia nella giustizia , conosco questi emeriti imbecilli da 70 anni , e oggi non sono cambiati per nulla. basta pagare e loro di soldi ne prendono troppi per quello che fanno ( niente o quasi) . ho sempre pensato che la giustizia fatta da soli rende!!! e risparmi i soldi degli avvocati.

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  • brunello.faraldi

    10 Agosto 2009 - 17:05

    come siete gentili con gli assassini,ma vergognatevi e se ora il padre si facesse giustizia da solo che fareste?Ergastolo o sbaglio .voi applicate leggi sbagliate,il legislatore chi è uno di voi? non credo sia un falegname che senz'altro saprebbe fare meglio di voi.C'è da vergognarsi

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