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Pioggia di stelle nella notte di San Lorenzo

Un desiderio: vincere al Superenalotto

Pioggia di stelle nella notte di San Lorenzo
“San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo cielo sfavilla”. Recita così la poesia San Lorenzo di Giovanni Pascoli, ambientata la notte delle stelle cadenti. Naso all’insù, dunque, questa notte, come accade da tempi immemori. Alla caccia di una stella cadente, per poter esprimere un desiderio. E quest’anno, c’è da scommetterci, un desiderio su tutti sarà espresso. Quello di “vincere il Superenalotto”: il cui jackpot, domani, raggiungerà il record storico di 127milioni di euro. Ma la pioggia di meteore, rassicurano gli esperti, non sarà limitata alla notte del 10 agosto, quella dedicata cioè a San Lorenzo. Il ‘pianto di stelle’, iniziato dolcemente a fine luglio, terminerà oltre il 20 agosto, anche se il picco massimo sarà registrato tra il 10 e il 13, quando si potranno scorgere fino a un centinaio di meteore all'ora.
Superenalotto immorale - E mentre il jackpot fa impazzire milioni di scommettitori, ariva il nuovo attacco della Chiesa: "
Il gioco d'azzardo è immorale perchè il denaro diventa una sorta di Dio, fra l'altro l'unico che ci guadagna con il gioco d'azzardo è lo Stato; inoltre più che di una vittoria spesso si tratta di una disgrazia perchè si rischia di lasciarsi travolgere dall'euforia e di fare scelte sbagliate". Lo afferma mons. Domenico Segalini, vescovo di Palestrina e segretario della Commissione episcopale per le migrazionii. "Abbiamo tutti - ha detto il vescovo ai microfoni della Radio Vaticana - il desiderio di gratuità. Oserei dire che delle volte questo desiderio è quello di un 'dio' che ci dà tutto senza che ce lo meritiamo. Evidentemente questa forma è un'idolatria, perché non ci rivolgiamo a Dio ma ai soldi. Anche qui, come sempre, bisogna avere saggezza. Si deve avere il coraggio e lo deve avere anche lo Stato, proprio perchè c'è una crisi economica, di non calcare eccessivamente la mano su tutta questa proposta".E mentre il monsignor predica, c'è chi, all'interno della Chiesa e secondo le sue parole, razzola davvero male. Perché al Superenalotto, lo ricordiamo, gioca anche il Vaticano (ci scusiamo per la rima fastidiosa). Come avevamo già scritto alcuni giorni orsono, il super jackpot  è una 'tentazione' cui non sfuggono nemmeno i religiosi. Nelle adiacenze di San Pietro, nel popolare rione di Borgo Pio, non mancano infatti i sacerdoti che sfidano la sorte e pregano la Dea bendata. Lo racconta il gestore di una ricevitoria. Al momento nessuo di loro ha mai vinto nè premi importanti nè premi istantanei, rivela il rivenditore, e non hanno mai fatto nemmeno un '3. Ma la speranza, si sa, è l'ultima a morire...

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