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Uccise la moglie ventenne

Libero, vuol tornare in paese

Uccise la moglie ventenne
Aveva ucciso a coltellate la moglie ventenne che aveva avviato le pratiche di separazione e ora Francesco Gussoni, a distanza di nove anni dall'omicidio avvenuto nell'abitazione della coppia a Cino (Sondrio), sta per essere messo completamente in libertà e vorrebbe tornare a vivere nel paese della Valtellina. «Non gli deve essere permesso - dichiara Paolo Di Gregorio, il padre di Sonia, la vittima, che faceva la fioraia a Morbegno - A noi è stata affidata la figlioletta, che ora non porta più il suo cognome. C'è chi mi ha detto di averlo visto girare in paese. Ho informato il comandante dei carabinieri di Traona. Abbiamo paura. Quell'uomo non dovrebbe essere autorizzato a risiedere in Lombardia, ma unicamente al di fuori di questa Regione, per ragioni di sicurezza». I genitori della ragazza da anni si battono per chiedere che si indaghi anche a carico di chi «consentì che Sonia venisse uccisa». Numerosi i ricorsi e carte bollate da parte del padre. «Prima dell'omicidio - ricorda papà Di Gregorio, che ha lavorato a lungo in Svizzera, emigrato dalla Sicilia prima di trasferirsi a Cino con la moglie valtellinese - mia figlia aveva denunciato in procura per stupro e minacce il marito, ma il suo esposto era stato lasciato in un cassetto. Sonia poteva essere salvata. Chiedo un intervento del ministro della Giustizia Alfano».

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Commenti all'articolo

  • brunello.faraldi

    11 Agosto 2009 - 09:09

    questo serva ad esempio, quando le cosidette autorita' dicono di fare denuncia si vedono i risultati.Lo vogliono capire che fare denunce è tempo perso,qui addirittura la procura,ha insabbiato.Complimenti al procuratore.

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