Cerca

Disabili cacciati da un negozio

"Sono troppi e non comprano"

Disabili cacciati da un negozio

Allontanati dal negozio di alimentari perché erano in "troppi". È la motivazione ufficiale che la settimana scorsa ha portato un gruppo di quattro persone con disabilità dell’Istituto don Orione di Chirignago a lasciare un esercizio pubblico in centro a Lignano, dove si trovavano in vacanza. A denunciare il caso di discriminazione sono gli stessi operatori dell’istituto che, dopo avere chiesto invano spiegazioni ai titolari del negozio, hanno preso carta e penna per raccontare il fatto all’assessore al Turismo della località balneare. Il fatto è avvenuto in un negozio di alimentari all’inizio di via Centrale, dove erano entrati un’operatrice del centro con quattro ospiti: “Non c’era molta gente all’interno - si legge nella lettera - e mentre ci si consultava sul prodotto da acquistare, la titolare in modo alquanto sgarbato ha intimato al gruppo di uscire immediatamente, accampando la scusa che "certa gente" entra numerosa ed acquista poco o nulla”. Per evitare ulteriore imbarazzo ai presenti l’accompagnatrice ha deciso di uscire assieme alle quattro persone che l’accompagnavano.

Le scuse - Immediate le scuse dell’assessore al Turismo Graziano Bosello: “Lignano ha sempre avuto grande disponibilità nei confronti dei disabili - ha detto - Non può passare per una città inospitale che ostacola gli handicappati per un episodio legato alla scarsa sensibilità di un singolo commerciante”. Il titolare del negozio chiamato in causa, Renato Sebastianis, minimizza il fatto: “Qui non è accaduto nulla di grave - ha detto - il negozio era pieno di gente e mia moglie che si trovava alla cassa ha detto che chi non vuole comperare esca dal negozio”.


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gasparotto

    12 Agosto 2009 - 09:09

    Ma allora si dice ancora handicappato? Io avevo capito che si era passati a dire diversamente abile. Bah, vacci a capire con questi rimaneggiamenti del politically correct. Quella signora titolare dello store, ha avuto una cattiva idea nell'invitare a sloggiare non uno ma addirittura quattro diversamente abili.( a proposito di diversamente abile io avevo capito che se uno non è abile a sparare , per esempio con il fucile, possa fare centro chessò con la pistola, o se non riesce a suonare il sassofono con il clarino fa mirabilia).Non fraintendete però,io gli handicappati li considero persone normali, non gli do nessun epiteto ,ci parlo e non li vedo con distacco. Sono gente come tutti noi. Non mi va questo pietismo che gli si è costruito intorno, una specie di commiserazione imposta per legge e non sentita nell'intimo. E' come se intorno a loro si ergesse una paratìa con il resto della società non handicappata, alla quale è demandato il compito di dargli tutto sine conditione. E così dicevo quella signora dello store è andata contro le regole ed ha cacciato dal locale i diversamente abili. Io non l'avrei mai fatto, anzi avrei offerto loro brioche e caffè e magari un aperitivo con contorno di patatine e sottaceti. Invece nisba,la cattiva megera come è subito apparsa alle cronache li ha respinti. Forse per il locale angusto che non permetteva l'ingresso degli altri avventori? Non lo sapremo mai.Ormai il pubblico ludibrio è scattato come il riflesso di Pavlov e la signora impertinente è bollata a vita. Le consiglio di scusarsi in ginocchio e di invitare a cena i diversamente abili, in modo da placare l'isterismo italiaco collettivo in materia. PS A proposito anche io in questi giorni sono diversamente abile nel camminare. Sono afflitto da una lombosciatalgia terebrante che mi sta facendo conoscere il sistema stellare con annessa via lattea, senza nemmeno il bisogno di un telescopio. Pazienza farò domanda di accompagnamento.

    Report

    Rispondi

  • alphacento

    12 Agosto 2009 - 09:09

    vergogna

    Report

    Rispondi

blog