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Chiedono la ricevuta

Italiani picchiati in Croazia

Chiedono la ricevuta
«Abbiamo vissuto momenti di terrore. È un’avventura che non auguro a nessuno». Elvira Terranova è uno dei cinque turisti italiani picchiati la notte scorsa dai proprietari del ristorante “Aquarius” in Croazia, nella baia di Mala Proversa, a sud delle isole Dugiottok e Kattina. Un banale diverbio nato al momento di pagare si è infatti trasformato in una vera e propria aggressione con pugni, schiaffi e spintoni e una donna del gruppo costretta a gettarsi in mare per di sfuggire ai croati. Martedì sera i cinque turisti italiani, due uomini e tre donne, aveva lasciato in rada la propria barca facendosi accompagnare dal personale del ristorante al locale dove avevano prenotato la cena. «Tutto è andato liscio», dice la Terranova, «fino al momento di pagare il conto». A fine serata, infatti, il gruppo ha chiesto la conversione in euro del conto espresso sulla ricevuta in kune, la valuta locale, visto che nessuno di loro aveva portato la carta di credito e bisognava pagare in contanti. «In quel momento il ristoratore ha cominciato a lamentarsi e a malincuore ha convertito la somma in euro, aggiungendo circa 10 euro», racconta, «non si trattava comunque di una somma alta e noi abbiamo pagato e chiesto gentilmente di avere la ricevuta». Il gestore, a quel punto, non ha voluto saperne di rilasciare lo scontrino ed è nato un battibecco nel quale gli italiani, vedendo il clima, hanno chiesto di lasciar perdere la ricevuta ed essere riaccompagnati al loro tender ormeggiato al largo.
A questa richiesta, concordata prima peraltro, è successo il finimondo. «Uno dei gestori ha spento la luce del locale e ci ha detto di andarcene via da soli», spiega Terranova, «noi che eravamo da soli sul molo all’una di notte abbiamo invece insistito perché tornare a nuoto era impossibile. La discussione è degenerata e dalla cucina del ristorante è uscito il proprietario insieme a un energumeno che ci hanno subito aggrediti». Una donna nella violenta colluttazione è caduta in acqua, un’altra si è buttata volontariamente per sfuggire alle botte, mentre ad avere la peggio è stato uno dei due ragazzi che è stato colpito da diversi pugni e ha riportato varie ecchimosi sul volto ed escoriazioni su tutto il corpo. Il console di Spalato, Augusto Vaccaro, raggiunto al telefono, ha escluso che si sia trattato di razzismo e ha chiesto al Ministero degli Esteri croato una risposta formale su quel che è accaduto.

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