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Sub ucciso, cartello del fratello

"Non ti perdono, costituisciti"

Sub ucciso, cartello del fratello
 “Lo conoscevamo tutti. Una barca l'ha ammazzato. Costituisciti. Io non ti perdono”. È questa la scritta che campeggia su un cartello affisso sulla saracinesca del bar di Stefano Ferri, il sub ucciso nel genovese dall'elica di un'imbarcazione che sembra essere svanita nel nulla. Ad affiggerlo è stato il cognato della vittima, Cristian Ceccantini, che sotto la scritta ha aggiunto il suo nome e cognome e numero di cellulare, nella speranza che un testimone o la stessa persona che era alla guida dell'imbarcazione si facciano avanti. E qualcuno, il proprietario di uno stabilimento balneare della zona dove Stefano Ferri è stato trovato morto, lo ha già chiamato per far presente che molti bagni hanno le webcam puntate sul mare e che qualche traccia del passaggio delle barche nel pomeriggio di martedì (arco temporale a cui viene fatta risalire la morte) potrebbe essere rimasto nei computer.

La caccia al ‘pirata’ – “Ora farò il giro degli stabilimenti per vedere se riesco a trovare qualche traccia”, afferma Ceccantini che sottolinea di “avere fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e nella giustizia”, ma spera che sia il pilota dell'imbarcazione a costituirsi “in quel caso sono pronto a stringergli la mano». «Chi ha colpito Stefano non può non essersi accorto”, prosegue il cognato della vittima che parla di “pirata del mare” e di “omissione di soccorso” e sottolinea: “Stefano aveva il cranio devastato, le ossa del braccio destro rotte, l'addome dilaniato, ho parlato con persone esperte e anche loro mi hanno confermato che chi lo ha colpito non può non essersi accorto”. La moglie di Ferri, Monica Ceccantini, rimasta con una bambina di due anni e tre mutui da pagare, ha trascorso la notte insonne, mentre gli abitanti del quartiere di San Desiderio, un piccolo centro sulle alture del levante genovese, hanno stretto la famiglia in un affettuoso abbraccio. Sul fronte delle indagini intanto, dalla capitaneria di porto di Camogli spiegano che “gli accertamenti sono in corso”. Si cerca l'elica del motore che ha ucciso il sub, con l'aiuto dei sommozzatori, ma anche controllando tra le barche in secca. Intanto ci si chiede che fine abbia fatto il pallone segnalatore che Ferri portava sempre con sè dato che non è stato trovato in nessun luogo, “nè a casa, nè nella sacca, nè nel furgone, nè addosso al sub”.

 

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