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Benigni in gita all'Aquila

"Io e Silvio, che comici"

Benigni in gita all'Aquila
Ha fatto la battuta. Benigni in gita all'Aquila scherza coi terremotati e recita a soggetto. Sempre quello: Silvio. «Ieri è venuto Berlusconi, ma non mi hanno avvertito. Se venivo anch'io, c'era un altro terremoto, si verificavano delle scosse veramente... Avremmo fatto Verdone, Berlusconi e Benigni: i tre più grandi comici italiani all'Aquila». È l'ora di pranzo quando Roberto Benigni arriva al campo tre di Paganica, sotto il tendone allestito dalla Protezione civile di Trento per accogliere una parte degli sfollati colpiti dal terremoto dello scorso 6 aprile in Abruzzo. Appena arrivato, il premio Oscar si è messo a scherzare con la gente: la prima battuta, un riferimento alla sua visita, il giorno dopo il ventesimo sopralluogo del premier e la visita dell'attore e regista Carlo Verdone. Accolto con affetto dai terremotati, Benigni - che ha accettato l'invito del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali, Salvo Nastasi - ha pranzato nella tendopoli: prima, però, è sgusciato sotto i banchi delle cucine per provare a prendere in braccio la corpulenta cuoca Valeria e servire lui stesso alcuni pasti. «Dovrei pagare io voi per la soddisfazione di essere qui», ha detto Benigni, giunto in tarda mattinata in Abruzzo con la sua auto privata. Prima di fare tappa a Paganica ha fatto un breve giro nel centro storico dell'Aquila; poi è atteso a Onna, cittadina simbolo del sisma, e poi ancora nella scuola della Guardia di finanza di Coppito dove incontrerà altri sfollati prima della proiezione di alcuni suoi film nell'ambito della rassegna Campi sonori.

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Commenti all'articolo

  • gabrilella

    17 Agosto 2009 - 12:12

    Bello andare all'Aquila e raccontare due battute e farli ridere, ma con le tue battute dopo si ritrovano ancora in tenda a soffrire ora il caldo e poi il freddo, Berlusconi oltre alle sue battute sta costruendo le case per loro. Tutti uguali questi sinistri sempre pronti a criticare però col portafoglio ultrapieno.

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  • gasparotto

    17 Agosto 2009 - 09:09

    La differenza tra Berlsuconi e gli altri visitatori delle tendepoli dei terremotati aquilani è fondamentale ed allo stesso tempo incommensurabile. Gli altri vanno come quando si va a visitare un malato , un moribondo con il proprosito a volte malriuscito di portare conforto e nulla più; Berlsuconi va, oberato da un grosso peso , quello della responsabilità di ridare agli aquilani terremotati, una casa , al più presto possibile, onde preservarli dai rigori invernali, che da quelli parti sono noti per la loro inclemenza. Due ruoli diversi quindi. Benigni, il guitto e patetico Benigni, vincitore di OSCAR per la solita appartenenza, per un film onirico, irreale e surreale, che mette alla berlina l'esercito più feroce ed organizzato , quello tedesco, con le sue gags da avanspettacolo dell'Ambra Jovinelli. Sempre le stesse cazzate spesso condite da spremute di testicoli al primo presentatore che gli capita sotto tiro.Questi, i profeti della sinsitra. Verdone certamenmte più serio e compassato, ma quei dieci , venti minuti di presenza a fare spettacolo tra gente che anela a cose più serie e contingenti, non credo che sollevino più di tanto le pene dell'anima affranta dal dolore per le tante perdite in affetti e ricordi. Aleggiano anche gli avvoltoi che ruotano dispiegando le ali , pronti ad atterrare al minimo errore di Silvio Siffredi Cassiodoro al secolo Berlusconi, come la Guzzanti Sabrina, Megera Erinni, andata tra le tendopoli a documentare ciò che eventualmente non va. C'è un vecchio detto:"chi non fa nulla, non sbaglia mai". Logico che nel compiere quella impresa titanica della ricostruzione di una città storica di 70mila abitanti, qualcosa di sicuro verrà storto. Gli uomini di spettacolo mandino soldi, aiuti effettivi in solidi, con quattro barzellette non si è ricostruito mai niente. Con quelle di Benigni poi, ci si immalinconisce ancora di più, al solo pensare di come sia facile per un tipo come lui guadagnarsi da vivere e bene,dicendo corbellerie. Rigoletto era molto più serio.

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  • allengiuliano

    17 Agosto 2009 - 09:09

    Quella del Benigni è una brutta malattia! Idiozia senile accompagnata da tanti gonzi che lo incensano!

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  • ziogianni

    16 Agosto 2009 - 19:07

    ***Chi segue questa misera gentuccia,(malati mentali), andrebbero rinchiusi in manicomio. Basterebbe poter scrutare nelle loro foschi menti per capire il disprezzo che hanno per quei beceri mortidifame che ascoltano e credono alle loro esternazioni e li mantengono pure, pagando il tiket. (che pena, rinunciano alla pizza con la famiglia per farsi rincoglionire. E poi uno dice: c'hanno le corna! E te credo!)Hanno ville, appartamenti, ferrari, barche,opere d'arte milionarie, mobili da miliardari, etc etc. Ma, mi domando: non vi vergognate voi che li sostenete? Ora capisco il perché di certe rivoluzioni (contro chi ha il puss nel cervello) quando l'odio sopraffà la ragione dell'esistere.*

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