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Unità d'Italia, Napolitano:

attendo risposte dal governo

Unità d'Italia, Napolitano:
Mancano quasi due anni, ma la celebrazione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia è già un tema caldo. A cominciare ad innalzare la temperatura è stata la Lega, in particolare Bossi. Ora interviene pure Giorgio Napolitano che vuole risposte dal governo in merito all’organizzazione dell’evento. “Attendo una risposta oramai improrogabile dal governo, - ha dichiarato alla stampa il Capo dello Stato - affinché chiarisca i suoi intendimenti e i programmi in vista dell'anniversario”. Dunque ancora benzina su un falò che i leghisti hanno appiccato iniziando a sollevare dubbi sul Tricolore, sull’inno di Mameli e sull’Unità del paese in sé. Ora Napolitano interviene dopo che lo stesso Bossi ha smorzato, a modo suo, gli attacchi ai simboli dell’Italia unita: i giornalisti avrebbero frainteso le sue parole. 
Borghezio: non si spenda una lira - Ma dal Carroccio è arrivata la risposta di Mario Borghezio, per il quale i 150 anni dell’Unità d’Italia “sono un’ottima occasione per segnare una discontinuità” rispetto alle spese inutili per le “faraoniche” celebrazioni del passato. “In un momento delicato come questo - ha aggiunto - bisogna dare un forte segnale e la mia ricetta è proprio quella di non spendere neanche una lira”.
“Utilizzando le nostre biblioteche, l'Archivio di Stato – ha proposto Borghezio - si possono organizzare esposizioni e convegni che valorizzino il ricco materiale documentario che possediamo”. Le celebrazioni “devono essere anche un'occasione – ha concluso - per riscoprire figure come quelle di Sismondi e Cattaneo, troppo spesso trattate superficialmente nelle scuole”.

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Commenti all'articolo

  • giuseppenavach

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    Vi leggo e... mi sento fortunato! Benedico la mia Famiglia di origine in particolare per avermi educato da bambino al CULTO DELLA PATRIA. Come ho fatto io: con i miei figli e i figli dei miei figli. W L'ITALIA !!!

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  • enricosecondo

    19 Agosto 2009 - 13:01

    Non so cosa ci sia da festeggiare, gli anni non nobilitano un fallimento e non c'è festa che tenga. Gli italiani sono un popolo che abita una penisola chiamata Italia e l unisce a malapena il tifo per il calcio e gli spaghetti. Siamo un Paese dove le regole che valgono al Nord non valgono al Sud, dove il modo di vivere, di intendere la società, la visione del mondo è più diversa che tra un abitante di Lione e di Treviso. Le feste si fanno quando sono condivise, c'è la serenità che richiede la gioia, si sorride per qualcosa di sentito, altrimenti è meglio una cerimonia di circostanza, in attesa, se ci saranno, di tempi migliori.

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  • allengiuliano

    19 Agosto 2009 - 12:12

    Penso che un discorso del Presidente della repubblica basterebbe per ricordare agli italiani il 150° dell'Unità.- Mi domando con l'aria che tira cosa serve fare delle spese che poi diventano "faraoniche" e qualcuno di certo ci farà la cresta. La parola sobrietà nel vocabolario dei nostri "beneamati" governanti NON ESISTE! Se proprio vogliono far qualcosa di serio: Italia unita nei confini, ma indipendenza amministrativa per ogni regione.

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