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La Stampa 'tarocca' l'Avvenire

Il Papa contro Berlusconi

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La Stampa 'tarocca' l'Avvenire

Un falso d’autore, un errore ingenuo. Resta che ha fatto arrabbiare e non poco la Cei e compagnia bella e ha fatto scoppiare un incidente (poco) diplomatico. Ieri la ‘Stampa’, il quotidiano torinese diretto da Mario Calabresi, ha riportato uno ‘strappino’ della prima pagina di avvenire con il seguente titolo: “Il Papa a sorpresa: Silvio ora basta”. Nell’occhiello Benedetto XVI bacchetta il premier sulla Finanziaria: “Mi aveva promesso politiche per la difesa della famiglia, poi ho scoperto che la famiglia era la sua e quella di suo fratello Paolo”. Una gaffe colossale: la prima pagina di ‘Avvenire’ è evidentemente contraffatta, un tarocco, una bufala. Mai e poi mai, sottolineano da ‘Il Giornale’, un pontefice si rivolgerà a un leader politico dalla prima pagina di un giornale. Titolo falso anche nell’etichetta, perché è ancora più difficile che lo faccia dandogli del ‘tu’. Titolo falso, rileva ancora il quotidiano di via Negri, come si intuisce dal logo del 40° di vita che compare accanto alla testata ‘Avvenire’, giornale che nel 2009 di anni ne ha compiuti invece 42, dimostrando così palesemente le dita sporche di marmellata di chi ha pensato e dato alle stampe una simile bufala. Ma dalla ‘Stampa’ si giustificano e chiedono scusa: una leggerezza. Un errore. L’immagine è stata presa da internet. Ma il giornale dei vescovi non ci sta: “Sembra proprio fatto apposta”, sbottano irritati da ‘Avvenire’, “e non si capisce perché”.

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Commenti all'articolo

  • binariciuto

    21 Agosto 2009 - 12:12

    Il fogliaccio porno-cattolico in oggetto quanto fagocita attualmente in contributi statali (nostri ovviamente, non vaticani)? Ero rimasto ai 5 milioni del 2003, certamente aumentati da allora......

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  • antari

    21 Agosto 2009 - 11:11

    che cavolata stupenda

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  • angelino

    20 Agosto 2009 - 19:07

    Dopo una carognata simile da parte del giornale che fu "La Stampa", ecco che della gente ne approfitta per sparare il proprio rutto anticlericale, dimenticando che gli autori del "falso" pubblico devono anzitutto chiedere scusa ai due principali bersagli della loro calunnia: il Papa e Berlusconi.

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