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Sanatoria per colf e badanti

I moduli solo su internet

Sanatoria per colf e badanti
Al via la sanatoria di colf e badanti. Da oggi partono infatti gli adempimenti per regolarizzare le collaboratrici domestiche (siano esse addette alle pulizie sia alla cura del vecchietto) in nero: secondo i dati forniti dal Viminale saranno ben 750mila le badanti irregolari che tireranno un sospiro di sollievo.

Modello F24 - Il primo passo che dovrà essere compiuto dai datori di lavoro (che al 30 giugno 2009 hanno impiegato irregolarmente da almeno 3 mesi lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari) è quello di pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore, utilizzando l'apposito modello F24, disponibiliperò solo su internet, sui siti dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), del ministero del Lavoro (www.lavoro.gov.it), dell'Interno (www.interno.it) e dell'Inps (www.inps.it).

Sito www.interno.it– Accedendo al sito www.interno.it al centro della home page si trova la finestra Emersione lavoro irregolare di colf e badanti. Cliccando sul link Il modello F24 con le istruzioni  si apre il modulo da compilare con i propri dati e quelli della colf o della badante, sul link  Una brochure con le informazioni utili per i cittadini si trovano tutte le informazioni necessarie al datore di lavoro che intenda presentare domanda di regolarizzazione del lavoratore.

Domanda di regolarizzazione – La fase due consiste nella presentazione della domanda (assolutamente gratuita) di regolarizzazione, che dovrà avvenire dall'1 al 30 settembre. Per i lavoratori italiani o comunitari va presentata all'Inps, per quelli extracomunitari dovrà essere presentata on-line attraverso il sito del ministero dell'Interno (www.interno.it). Non ci sono graduatorie a tempo né quote d'ingresso, quindi le domande presentate il 30 settembre avranno le stesse possibilità di ammissione di quelle presentate l'1 settembre. Ciascuno potrà fare domanda per un numero massimo di tre lavoratori (una colf e due badanti);  i datori di lavoro delle colf dovranno avere un reddito non inferiore a 20mila euro l'anno nel caso di famiglia composta da un solo soggetto che percepisce reddito o 25mila euro per i nuclei familiari con più soggetti che percepiscono reddito. Per le badanti è necessaria una certificazione sanitaria che attesti la non autosufficienza della persona da accudire.

Sportello unico per l’immigrazione- Dall'1 ottobre, lo Sportello unico per l'immigrazione riceverà le domande per colf e badanti extracomunitarie. Acquisito il parere della questura su eventuali motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, il datore di lavoro ed il lavoratore saranno convocati per la verifica delle dichiarazioni rese per via informatica nella domanda di emersione, l'acquisizione delle documentazioni reddituali o sanitarie necessarie, la verifica dell'avvenuto versamento del contributo di 500 euro. Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno attraverso la sottoscrizione dell'apposito modello da parte del datore di lavoro e del lavoratore.

Perché solo su internet? - Già, perché il modulo da compilare per assumere regolarmente una signora che curi la nonna e si occupi delle 'nostre' faccende domestiche lo si trova su internet. Ci avevano illusi che lo si trovasse anche in posta o in banca. Pare siano in ritardo, forse arriveranno, chissà. Ma i problemi non finiscono qui. Perché la matassa telematica è tutat da sbrogliare. Una volta trovato il modulo, si tratta di inserire i dati anagrafici della persona da assumere (compreso il “numero di passaporto o di altro documento equipollente”), e anche quelli del datore di lavoro. E si consegna il tutto in Posta o a una banca convenzionata, naturalmente insieme con le 500 euro. Attenzione però: all’atto del pagamento viene consegnato un codice, con il quale nei prossimi giorni, perché adesso ancora non è possibile, bisognerà tornare a connettersi con il sito del Viminale. E qui comincia la navigazione: entrare nella sezione “Sportello unico dell’immigrazione”, e poi cliccare ancora, stavolta su “Richiesta domande informatizzate”. Dove il richiedente, cioè il datore di lavoro, dovrà ancora lasciare i propri dati e un indirizzo di posta elettronica (dunque, per ultimare l’operazione è anche necessario saper maneggiare le e-mail). Indirizzo al quale lo stesso ministero invierà poi una password. E già qui le imprecazioni sono più che giustificate.
 L’operazione successiva consiste poi nello scaricare e installare sul computer di casa un programma ad hoc, che verrà attivato proprio inserendo la password ricevuta. E soltanto in quel momento apparirà - miracolo! - la vera e propria domanda di regolarizzazione. Dove bisognerà inserire ancora i dati fiscali e il codice dell’avvenuto pagamento. Il malloppo virtuale va poi inviato a un altro indirizzo istituzionale di posta elettronica, entro il 30 di settembre. Di ritorno, si riceverà un’altra e-mail, in sostanza valida come ricevuta. Un inferno.


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