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Lippi alle primarie del Pd

"Mai più allenatore di un club"

Lippi alle primarie del Pd
Non solo calcio per il ct della Nazionale Marcello Lippi. Che dopo le esternazioni sulla Juventus come possibile vincitrice del campionato che hanno tanto fatto infuriare Mourinho, ecco che l'allenatore di Viareggio scende in campo parlando di politica: "Certo che andrò a votare alle primarie del Pd, ma non le dico per chi". Lippi si schiera dunque apertamente con l'opposizione, e lo fa intervistato da Klaus Davi nel corso di una puntata della trasmissione tv web 'KlausCondicio', in onda su YouTube, non lesinando anche ragionamenti e riflessioni sullo stato della sinistra. "Le primarie - ha detto Lippi - sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un'unità d'intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Lo vedo molto determinato in questo grazie anche all'ausilio di forze nuove». Quanto ai candidati alla segreteria nazionale e agli altri leader del Pd, il ct ha aggiunto: «Ignazio Marino l'ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa. Mi sembra una persona molto seria che vive questa sua tradizione famigliare con grande orgoglio. È un uomo che fa tante cose, ma non saprei dire se la sua stagione tornerà".

Pro inno di Mameli - A chi sostiene che l'Inno di Mameli andrebbe sostituito, Lippi replica: "Ci sono tante canzoni nazional-popolari, ma per gli italiani l'inno è quello di Mameli. A me emoziona. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione». Il ct è convinto che, prima o poi, anche la Nazionale azzurra diventerà multietnica. «Piano piano ci arriveremo anche noi. È inevitabile. Adesso forse non siamo ancora pronti per questo livello di integrazione", dice. "Guardo, ad esempio, alla Germania, che recentemente ha vinto il campionato europeo under 21 con una squadra composta in gran parte di oriundi. Se pensiamo a quella che invece sognavano qualche anno fa da quelle parti...». Lippi, tuttavia, precisa che «un conto è nascere in Italia, altro arrivarci perchè magari si aveva una nonna che vi abitava e, attraverso la quale, si poteva avere il passaporto. Nascere in Italia, figlio di uno che è arrivato in Italia, è, invece, un pò diverso. Vuol dire essere italiano a tutti gli effetti".

Mai più in un club - “Lo dico ufficialmente. Dopo l'esperienza della Nazionale non mi vedrete mai più allenare un club”. Marcello Lippi, sfronda il futuro dalle voci di un suo ritorno in panchina dopo l'esperienza da ct dell'Italia alla trasmissione web Klauscondicio: “Oggi come oggi, non riuscirei, subito dopo una partita che magari non è andata bene a stare per un'ora e mezza a rispondere alle domande dei vari opinionisti. Non ce la farei: sarebbe più forte di me”.


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Commenti all'articolo

  • polluce

    26 Agosto 2009 - 15:03

    Pensavo fosse una persona vincente, ma è evidente che diventerà un perdente!

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  • allengiuliano

    26 Agosto 2009 - 13:01

    State a vedere che Lippi andrà ad allenare i concorrenti alla conquista della cattedra di segretario del PD. Dopo gli ultimi risultati della Nazionale, credo che l'allenatore abbia problemi di punte e centrocampo, lascia a casa Cassano tanto lui si rifà "allenandosi" alle primarie del partito dei trombati!!

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