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Salerno, 5 lavoratori Alcatel:

"Se si chiude ci diamo fuoco"

Salerno, 5 lavoratori Alcatel:
 Dal ‘tutti su qualcosa’, metodo di protesta lanciato dai lavoratori della Innse di Milano, non si è tardato a fare un passo avanti. Anzi un passo verso il basso. Adesso c’è il “mi do fuoco”. Gesti sempre più disperati di chi rischia il posto di lavoro. Infatti Cinque lavoratori dell'Alcatel di Battipaglia, Salerno, sono entrati nello stabilimento e minacciano di darsi fuoco con taniche di benzina e bombole di gas se non sarà rivista la decisione dell'azienda di sospendere le attività manifatturiere. Gli incontri finora avuti per cercare una soluzione non hanno prodotto alcun risultato. Nell'azienda, dove si realizzano apparati di telecomunicazione, sono 200 i dipendenti, tra attività produttiva e ricerca e sviluppo, e altri 300 gli interinali. "È necessario - sottolinea Giovanni Sgambati, segretario generale della Uilm Campania - che si attivi un percorso di confronto per evitare conseguenze drammatiche. Non é con gesti disperati che si risolve la situazione".

Quattro mesi senza stipendio: sale sul tetto -
Un lavoratore della Ilmas, che produce componentistica per avionica e ha stabilimenti in provincia di Torino, a Rivoli (110 dipendenti) e a Orbassano (68 dipendenti) e in provincia di Napoli ad Acerra (190 dipendenti), è salito questa mattina sul tetto della propria azienda, a Rivoli, in segno di protesta per la mancanza di stipendio da quattro mesi. Secondo il racconto dell'uomo, che ha moglie e figli ed è in cassa integrazione, oggi l'ufficiale giudiziario sarebbe andato a casa sua per pignorargli le proprietà. Sul tetto sono saliti altri tre operai per cercare di convincerlo a scendere e non fare gesti inconsulti. Sul posto sono presenti anche le forze dell'ordine


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Commenti all'articolo

  • mrjeckyll

    08 Settembre 2009 - 09:09

    Tengo sempre in grande considerazione i tuoi interventi, questo non è da meno dei precedenti. Premetto che meriti tutto il mio rispetto, però permettimi di ricordarti che "cambiare tutto perchè nulla cambi" era il motto della mafia siciliana. "W l'America, W la Mafia" urlavano i siciliani nel '44 allo sbarco degli alleati. A Napoli si festeggiava "La guerra è perduta, la guerra è perduta, fumiculì fumiculà". Avete visto "I Grandi Della Storia" la settimana scorsa, su Rai3 (o 2); in prima serata? Complimenti alla Rai, per una volta tanto, che coraggio! Io non cadevo certo dalle nuvole, anzi, erano tutte cose che ben sapevo. Si poteva aggiungere anche qualcosina. Alla Mafia sicula zio Benny non piaceva affatto, a quella amicanocapitalista (giudaica) lo zio Adolfo nemmeno: ecco perchè l'America è scesa in campo contro l'Asse, dopo averlo armato contro il Comunismo. Adesso bisognerebbe ridere di quel Guzzanti che fa il fascista su Marte? E' comico secondo voi? E' solo un idiota integrale che rimbecillisce la massa caprona sputando sulle tombe dei nostri padri che morirono combattendo come leoni per darci un mondo migliore. Magari sbagliando, se volete. A ben guardare sbagliando molto poco: il comunismo è già fallito, e il capitalismo adesso è il mostro del nuovo millennio. E nessuno si ricorda più i grandi della storia che avevano già capito tutto questo. Per tornare a noi, mio caro cantodelgrillo: lo sai quanto soldi escono dalle casse dell'INPS per le quote di favoreggiamento all'immigrazione? Una lavoratrice nostra compatriota malata di due tumori si è salvata per miracolo, ha una figlia di tredici anni e un marito che è sparito; adesso è fortemente invalida. Riceve meno di €500 al mese. Dopo vent'anni di onesto lavoro e contributi regolarmente versati. E' sata vista mendicare per la strada (non posso dire di quale città). La moglie del bangladesh che vende rose, avendo già due figli, sai quanto si cucca? Vai ad informarti. Per non parlare dell'infinito discorso dei sussidi di disoccupazione, da anni il giochetto delle tre scatole. Adesso è rimasta una scatola sola: sorpresa! No money! Gli ex datori di lavoro, tra cui il mio caro amico, hanno fatto una colletta a fondo perduto per aiutare quella povera grande lavoratrice. Questo è socialismo. Socialismo nazionale. Capisci il gioco di parole?

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  • Indietrotutta

    07 Settembre 2009 - 14:02

    di protesta dettati dalla disperazione di chi ha perso o sta perdendo il posto di lavoro, meriterebbero rispetto da parte di tutti ed interventi seri da parte del Governo. Anche se i Tg cercano di minimizzare il fenomeno nascondendo le notizie o relegandole ai margini, la protesta si sta diffondendo in tutto il Paese. Solo nel comparto scuola saranno 48.000 gli addetti che perderanno il posto di lavoro grazie alla riforma Gelmini, nell'idustria e nelle medie piccole imprese sono molti di più (nella ricchissima provincia di Treviso i posti persi dall'inizio dell'anno sono oltre 7.000). C'è poco da stare allegri.

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  • ilcantodelgrillo

    07 Settembre 2009 - 14:02

    Non siamo nati Angeli per cui dalla nascita alla morte si susseguono continue istanze per la sopravvivenza : cibi, acqua, abiti, un tetto sono elementi minimi per far si che un uomo possa chiamarsi tale. Tutto questo non viene garantito da uno Stato che si proclama garantista dei beni dell'individuo non ultimo della salute degli individui ex art. 32 Cost. Nonposso comprarmi l'automobile? Sicuramente non mi ammalero' per questo ma se non mangio o debbo assistere inerte alla famiglia che muore di stentiallora si che mi ammalo. Il minimo indispensabile per la tutela della dignità dell'uomo lo Stato non lo tutela: solo leggi programmatiche belle a leggersi ma vuote nel concreto. Se non ricordo male è in Svezia che si pagano le tasse piu' alte ma, mi hanno detto che in compenso lo Stato assicura a tutti gli indigenti ed ai disoccupati un minimo dignitoso in attesa di un lavoro che detto Stato stesso si adopera di procurare. Tasse ben pagate allora perchè il denaro pubblico dovrebbe essere ben impiegato. Da noi è vergognoso assistere a scene di disperazione non perchè non si trova la "titina" ma perchè si è sul lastrico senza lavoro : l'Italia è una repubblca democratica FONDADA SUL LAVORO, recita l'art. 1 della nostra carta costituzionale. Sembra una beffa. Se la Repubblica si fonda sul lavoro e c'è qualcuno che per non aver lavoro o per paura di perderlo mette in giuoco la propria vita è evidente che in oltre 60 anni di costituzione nulla ha funzionato. Eppure la costituzione , di tipo "forte" è per certi versi impeccabile. Di chi la colpa? Di un dilettantismo assoluto che ha visto alla direzione del paese ingnoranti, sprovveduti nella migliore delle ipotesi e disonesti nell'ipotesi piu' ricorrente che hanno arraffato a piu' non posso, anche trasferendo capitali in oasi straniere prendendo per il culo il resto del mondo. Vgliono accogliere gli immigrati!! Ma con quale faccia ancora esiste qualche scemo che puo' sostenere una cosa del genere di fronte ad una indigenza endemica da far paura. Gli immigrati quale nuova sacca di povertà puo' far comodo solo a chi sui poveri ci ha campato estorcendo voti su false promesse solo per mantenere se stessi ad impinguare ventri molli e disgustosi. Questo è il Paese dei vizi tutto si fa per il vizio ed il paese è diviso non equamente tra ricchi che diventano sempre piu' ricchi grazie alla magagne di ogni sorta e poveri che piu' di cosi' non si puo'. Credo che solo un quarto della Nazione è benestante il resto vivacchia alla meno peggio non potendo costituire indice di ricchezza cio' che perr la lumaca è naturale : la casa! Infine altri ancora rischiano di fare i clochard in patria. Vergogna!! Sono disgustato, mi vien da vomitare. Parafrasando il Gattopardo bisogna cambiare tutto affinchè tutto cambi: ma è una operazione chirurgica che richiede coraggio ed ormai gli Italiani hanno perso perfino i coglioni. Occorre il miracolo: necessita la Provvidenza. Pace e bene a tutti

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  • S.Winston

    07 Settembre 2009 - 14:02

    c'è chi denuncia la disperazione di certe eprsone e chi le deride...Libero è ovviamente dei secondi...

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