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L'influenza tocca San Gennaro

Niente più baci per il Santo

L'influenza tocca San Gennaro
 Niente baci al santo per i fedeli che il prossimo 19 settembre affolleranno il Duomo di Napoli, in occasione della festività del santo patrono. Ai devoti, infatti, non sarà più consentito baciare la teca con le ampolle contenenti il sangue di San Gennaro. La misura, già adottata da alcuni anni, è stata confermata oggi nel corso di un incontro tra l'abate della Cappella del Tesoro, don Vincenzo De Gregorio, e il vice presidente della deputazione di San Gennaro, don Fabio Albertini dei Principi di Cimitile. La restrizione, come conferma don Vincenzo De Gregorio, era già stata presa negli anni scorsi ed è stata ribadita dopo i casi d’influenza registrati negli ultimi mesi. Ai fedeli l'ampolla viene mostrata e solo a richiesta viene posta sulla fronte. In genere viene offerta al bacio solo alle autorità presenti. L'ampolla viene esposta per sette giorni dopo la festa del santo patrono. Ai fedeli viene mostrata al termine delle funzioni religiose presiedute a turno dai prelati del santo. La teca è solitamente custodita in cassaforte e viene esposta in occasione del ‘miracolo’ di settembre, di maggio e di quello di dicembre.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    09 Settembre 2009 - 08:08

    In un momento nel quale si verificano pericolose infezioni trasmettibili da uomo a uomo direttamente,perchè il Ministero della Salute non impone a tutti i ristori,Bar ed altri locali consimili di adoperare per gli avventori bicchieri di carta usa e getti ? Questa sarebbe un'ottima iniziativa- Poi,per quanto attiene S.Gennaro,ognuno si regoli a seconda del suo credo con il massimo rispetto per ambo le parti.

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  • ziogianni

    07 Settembre 2009 - 19:07

    ***Poi dicono che bisogna dar retta alla chiesa. Ma, veramente i teologi credono a sta cag..! Son peggio di Otelma 'u mago. Fate ridere e tristezza. E' chiaro che poi, i napoletani, vengano amorfotizzati e si smarriscono. Gli fate credere 'ste scemenze assurde. Fate i bravi, preti!*

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