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Influenza A, Fazio rassicura:

"Allarmismo immotivato"

Influenza A, Fazio rassicura:
L’influenza A è più leggera del previsto e non desta particolari motivi di preoccupazione: la rassicurazione per quanto riguarda l’Italia è arrivata direttamente dal viceministro alla Saluto, Ferruccio Fazio, che si è incontrato con l’unità di crisi predisposta per la nuova influenza, alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in vista della ripresa dell’anno scolastico e dal momento che nelle scuole occorrerà predisporre controlli.
"Troppo rumore" - “Noi tutti abbiamo la reale impressione che si sta facendo un po' troppo rumore e che non ci sono motivi di allarme”, ha dichiarato Fazio a margine dell’incontro. Parole che arrivano dopo i primi casi anche di panico registrati nel nostro paese in seguito al ricovero di un giovane a Monza e del primo morto a Napoli, un 51enne che aveva contratto il nuovo virus, anche se le fonti mediche hanno tenuto a precisare che il decesso è stato causato dal fatto che il paziente soffrisse di disturbi respiratori.
I casi di persone colpite dall'influenza A erano la scorsa settimana 5.600 mentre a oggi sono circa 7 mila, precisa Fazio, sottolineando che si tratta “di un dato significativo ma non ancora esponenziale e dunque non tale da creare particolari allarmi”.
Brescani: eccessivo vietare i baci nelle scuole - Per quanto riguarda le scuole, un altro invito a non eccedere negli allarmismi è giunto da Luciano Bresciani, medico e assessore alla Sanità della Regione Lombardia, secondo il quale la psicosi sull'influenza A, che sta portando serie Tv, processioni religiose e trasmissioni televisive a minimizzare i contatti e i baci per evitare il contagio, non ha motivo di esserci.
“Certo, se si è infetti i baci sono una possibile fonte di contagio – ha spiegato Bresciani - ma se non si è infetti non è necessario vietarli, e poi il bacio è una cosa divertente. In ogni caso è fondamentale contenere il contagio, quindi è consigliabile mantenere lo stesso comportamento che si ha in caso di influenza stagionale”.
Il decalogo della Regione Lombardia - Sulla questione, l'assessore ha ribadito i punti principali del ‘Decalogo del buon senso’ stilato dalla Regione: «Innanzitutto, bisogna ricordare che l'influenza A è meno lesiva di quella stagionale, con 0,4 complicanze su mille pazienti infetti contro l'1 su mille di quella stagionale. In secondo luogo, bisogna sempre rivolgersi al proprio medico curante, e le cure vanno seguite a casa. Se poi il medico ritiene ci sia il rischio di complicanze, sarà lui stesso a chiedere l'eventuale ricovero”.
Infine, sul tema della chiusura delle scuole, Bresciani ha puntualizzato che “il 70% delle persone infette dall'H1N1 ha meno di 45 anni, ma solo il 20% è in età infantile. Chiudere gli istituti significa lasciare comunque ampio spazio al contagio nella fascia tra i 18 e i 45 anni”.

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