Cerca

Il parroco agli immigrati:

riprendete ciò che rubammo

Il parroco agli immigrati:
“Non voglio fare la guerra a nessuno, cerco solo di svolgere bene la mia missione, che è quella di far riflettere le persone sul messaggio del Vangelo”. Don Matteo Ragazzo, il parroco di Cà Onorai di Cittadella, non vorrà fare la guerra a nessuno, ma le sue parole sono come una bomba a mano: “Se abitassi in Africa - ha scritto in una lettera sul bollettino vicariale di settembre -, verrei in Europa a riprendermi almeno in parte quello che l’Europa e le multinazionali hanno rubato e stanno rubando nel mio Paese. E se trovassi leggi, ordinanze o decreti che tentano di fermarmi non mi spaventerei, perché anche io come te, ho il diritto di dare un futuro ai miei figli e alla mia famiglia”. Un messaggio chiaro e forte contro la politica di respingimento degli immigrati del ministro leghista Roberto Maroni.
Don Matteo afferma di essere pronto a qualunque conseguenza per le sue parole, anche ad essere trasferito. E la cosa non stupirebbe visto le bombe che lancia per iscritto sulla vita quotidiana di chi con i ‘giusti’ africani deve confrontarsi anche sul mondo del lavoro. “La cosa peggiore che ora potrebbe succedere è che nella mia parrocchia si creino fazioni pro parroco-anti parroco. In questo caso non sarei più in grado di svolgere la mia funzione e sarei io a chiedere di andarmene. Nonostante il grande affetto che mi lega ai miei parrocchiani”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • franziscus

    11 Settembre 2009 - 14:02

    Effettivamente è da qualche migliaio di anni che i profeti scarseggiavano, ma ora per fortuna veniamo a conoscenza che per fortuna ve ne è uno nuovo di cui tutti sentivano la mancanza. A quando le nuove edizioni degli altri comandamenti ? Comunque dovrebbe andare bene anche al nostro premier, perchè suppongo che anche "non desiderare la donna d' altri" non sia più valido!

    Report

    Rispondi

blog